5 stelle choc: Comune chiuso al pubblico, tensioni e sospetti

L’impressione, da subito, era quella: una formazione politica catapultata dall’oggi al domani alla guida di una città, e quindi impreparata, non abituata a maneggiare delibere e rapporti a tutti i livelli, problemi finanziari, giuridici, professionali, organizzativi, e naturalmente politici. I Cinque stelle in questi due anni al potere a Livorno purtroppo continuano a dimostrare il loro scarso allenamento su questo non trascurabile complesso di materie. E così l’impressione iniziale resta: in Comune si naviga a vista, si compiono errori, si cancella e si rifà, come nei fogli dei compiti in classe degli alunni  incerti e poco studiosi.

Gli ultimi giorni sono stati molto istruttivi con due novità clamorose per l’ente che rappresenta il cuore amministrativo e politico della città. Due decisioni choc: cacciato il direttore generale dopo liti furiose e parole pesantissime e chiuso all’accesso del pubblico il Palazzo civico, dove trovano posto gli uffici del sindaco e di numerosi assessori. Quest’ultima è davvero una scelta storica: per la prima volta i cittadini, e con loro gli stessi cronisti, potranno accedere all’edificio solo filtrati da un apposito servizio di sorveglianza, lasciando un documento e – i giornalisti – avendo un appuntamento precedentemente fissato con un assessore o un dirigente. Per uno come me, che per anni da giovane cronista batteva palmo a palmo tutte le stanze del Comune, è una notizia che provoca grande sconcerto, un brutto segnale.

Il sindaco ha minimizzato affermando che così fan tutti: ci siamo allineati a quello che è stato deciso in molte altre città. Peccato che in Toscana, da Pisa, a Pontedera, a Lucca, non ci sia un Comune che ha blindato i suoi ingressi come quello della presunta trasparenza pentastellata di Livorno. Lo ha fatto invece giorni fa a Padova il sindaco leghista (vedi un po’ cosa fanno i cosiddetti populisti!) che in mezzo a vivaci polemiche comunque ha già deciso una mezza marcia indietro…

Insomma, a Livorno un brutto clima, confermato dalle accuse durissime alla nuova amministrazione arrivate dalla direttrice generale Maltinti, chiamata nel 2014 personalmente da Nogarin e ora già caduta in disgrazia non senza essersi tolta una manciata di sassolini dalle scarpe prima di essere messa alla porta. I Cinque stelle sembrano sempre più in difficoltà, sommersi da un’overdose di preoccupazioni e sospetti: si temono i giornalisti, seminatori di veleni contro di loro, si teme il pubblico, si temono gli “agenti segreti” (del Pd?) che dall’interno degli uffici sabotano  l’attività indefessa dell’amministrazione…. In realtà i loro uomini non reggono alla prova. Basta pensare agli innumerevoli cambi alla guida della disastrata Aamps, gestiti da Nogarin, ai tre assessori sostituiti (due la scorsa settimana), a quelli che hanno lasciato il gruppo consiliare, alla stessa incredibile vicenda Maltinti.

E anche nel lavoro del Comune gli errori di inesperienza continuano, a due anni dall’insediamento. Sono state annunciate soste a pagamento su tutto il lungomare e poi si è lasciato perdere, si è parlato di un parcheggio nell’ex deposito degli autobus vicino alla Terrazza Mascagni e a luglio inoltrato non ce n’è traccia, è stata data per certa l’introduzione del tagliando per la sosta a pagamento per tutti i residenti in centro e anche quello è sfumato, ci sono numerosi edifici pubblici vuoti,  nulla viene deciso per un loro riuso e quasi tutti sono stati occupati da famiglie senza casa, restano chiuse le strutture realizzate con i fondi europei….

E’ l’atteggiamento dei Cinque stelle nei rapporti con gli altri che lascia perplessi. Sono stati spediti al comando da trionfatori suscitando in molti forti speranze di rinnovamento e ora sembra quasi che sentano la gente minacciosa intorno a loro. Vedono nemici dappertutto. Soffrono di mania di persecuzione? Purtroppo non sembrano sufficientemente modesti e disposti al dialogo, ma sbrigativi, aggressivi con chi dissente, barricati nei loro meetup. Forse hanno bisogno di una robusta dose di incontri faccia a faccia con la gente per discutere “in diretta” i problemi che via via si presentano. Nel deserto dei partiti livornesi, morti e sepolti, Pd in testa, parlino sul serio con i cittadini, cambino prima di deludere i loro elettori. Chi ha detto che computer e internet possono bastare a fare una politica nuova?