Alla ricerca dell’uomo buono che è in ognuno di noi

 

Renzi che confessa, quasi sorpreso, di non aspettarsi tanti italiani che lo odiano. La Serracchiani che piange per gli attacchi ricevuti. La Boschi trafitta. Il giglio magico irriso e così via dicendo. C’è un clima da piazzale Loreto, da cappio al collo, da forconi in piazza, senza misura e senza pietà. L’impoverimento economico ha come effetto un decadimento morale e una rabbia senza sbocco, rancorosa ma sterile.

Il conflitto di classe di una volta nasceva da una speranza ideologica in un mondo migliore da conquistare nello scontro sociale. Era duro, talora è stato anche violento. Ma aveva un orizzonte. Utopico, ideologico, ma lo aveva.

Ora non c’è più orizzonte, non c’è più speranza. Si affonda senza neppure il ballo del Titanic.

In questo contesto la politica così come tutte le agenzie formative (scuola-chiesa) sono chiamate a ridefinire orizzonti possibili e a ricercare nuovi rapporti interpersonali. Dai condomini alle aule parlamentari. Sì, dai condomini, il luogo sociale dove l’inimicizia e la rissosità si alimenta dalle piccole cose e si ingigantisce  in grandi controversie.

Basta con il cattivismo. Recuperiamo , come nell’Idiota di Dostoevskij, l’uomo buono che è in ognuno di noi.