Anche l’ufficio del giudice di pace ora rischia, il parco cittadino diventa una zona militare

Cecina non è più un polo di servizi per cittadini e imprese, secondo il mantra che è stato ripetuto per anni da politici e rappresentanti delle istituzioni locali a conferma della sua centralità nella Bassa Val di Cecina.

A lanciare l’allarme il capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale, Paolo Barabino, il quale ha posto l’accento su alcuni fatti accaduti negli ultimi anni. Nel dicembre 2014 ha chiuso i battenti lo sportello decentrato di via Gori della camera di commercio, pochi mesi prima si è assistito al trasferimento del tribunale a Livorno, ora appare a rischio anche il giudice di pace, la cui sede, in via Landi, è oggetto di permuta tra il Comune (attuale proprietario) e la guardia di finanza (futuro proprietario). Ciò nonostante le rassicurazioni del sindaco Samuele Lippi sulla compatibilità della presenza, nella medesima struttura, del giudice di pace e della guardia di finanza, il capogruppo di Forza Italia nutre forti dubbi sul mantenimento degli uffici giudiziari, dal momento che questo non risulta nero su bianco negli accordi tra i due contraenti.

Il servizio del giudice di pace, attualmente attivo e funzionante, è garantito dai Comuni della Bassa Val di Cecina, grazie anche alla levata di scudi di amministratori e avvocati locali che ne hanno evitato lo smantellamento. Vi lavorano tre dipendenti di cui due “comandati” dal Comune di Cecina e il terzo dal Comune di Rosignano. L’edificio che lo ospita è quello di via Landi, una costruzione moderna in mattoncini rossi, con ampie vetrate e un grande prato attorno utilizzato e frequentato dai cittadini. In quella struttura, di proprietà del Comune, dove aveva sede il tribunale, nel 2014 furono trasferiti gli uffici di piazza Carducci, a seguito di una dichiarazione di inagibilità della sede storica. Nonostante la nuova collocazione fosse accessibile e funzionale, con ampi parcheggi e spazi circostanti, l’amministrazione ha perseguito con determinazione un nuovo trasloco e affrontato ulteriori spese per ricollocare e adeguare uffici e personale.

Liberare l’edificio di via Landi e metterlo a disposizione della guardia di finanza era il punto di partenza per procedere speditamente con l’operazione di permuta tanto auspicata dall’amministrazione Lippi. Dallo scambio, che vede coinvolti Comune, demanio e guardia di finanza, il Comune acquisirà l’area feste della Cecinella, la vecchia dimora di Palazzo civico in piazza Carducci (edificio soggetto a vincolo e da ristrutturare completamente), il campo da bocce a fianco dell’ex vivaio della Forestale, il terreno che si trova al termine del viale della Vittoria di fronte alla Capannina, alcuni dei parcheggi a lato di viale Galliano e il ristorante interno al tiro a volo.  

I giochi sembrerebbero fatti e nei prossimi mesi la tenenza di finanza, attualmente in via 2 Giugno, si dovrà trasferire in via Landi, andando ad accrescere di rilevanza e diventando compagnia. Si vedrà allora se la compatibilità fra i due enti sarà confermata e se non vi saranno brutte sorprese per il giudice di pace. La vigilia non promette bene. Lippi, nella sua quinquennale lotta contro gli altri sindaci della zona, rivendica di dover fare fronte in massima parte alle spese per l’ufficio del giudice di pace e, come spesso gli accade, dimentica che con la sua elezione non è iniziato l’Anno Zero. Da sempre il Comune di Cecina fa fronte alle spese per l’ex-pretura, in passato assai più sostanziose delle attuali. Tanto più che, a metà anni ’90, l’amministrazione Vanni ottenne un cospicuo finanziamento governativo per l’edificio di via Landi da destinare a sede degli uffici giudiziari, incamerandolo tra i suoi beni. Ciò nonostante, di lì a poco, il ministero di grazia e giustizia propose la chiusura di quello che nel frattempo era diventato l’ufficio del giudice di pace. Solo l’impegno dell’onorevole Anna Maria Biricotti impedì che il disegno si concretizzasse, in nome dell’identità di Cecina come città di servizi. Ora invece, senza porsi alcuna domanda sull’interesse prevalente dei cittadini (quali benefici aggiuntivi riceveranno da una compagnia della guardia di finanza rispetto a una semplice tenenza?), Samuele Lippi non si preoccupa di cancellare l’ufficio del giudice di pace.

Alcune cose tuttavia appaiono fin da ora chiare. Una volta che la guardia di finanza entrerà in possesso della struttura a mattoncini rossi, qualche cambiamento sarà inevitabile, dal momento che si tratta di un corpo di polizia a ordinamento militare. Le fiamme gialle saranno obbligate a recintare l’area, a alzare muri e installare inferriate, lo stesso spazio verde non sarà più fruibile dai cittadini. Infine gli uffici comunali e i dipendenti che vi lavoravano non hanno ricevuto vantaggi: due traslochi in tre anni anni, uffici più ristretti e moltiplicazione delle sedi: via Ambrogi, piazza della Libertà, via Rossini, piazza Carducci. Neanche i cittadini ne hanno tratto giovamento, dal momento che si trovano a vagare fra più sedi, facendo i conti con il traffico e il problema dei posti auto, specie per chi ha bisogno di recarsi in piazza della Libertà, dove tutti gli stalli sono stati adibiti ai mezzi comunali, salvo poi divenire fruibili dopo le 17.

Di nuovi servizi non vi è dunque traccia. Anzi c’è il rischio di vederli ulteriormente impoveriti: lo stesso ospedale, al di là dei proclami autocelebrativi e delle illusioni elettorali dei soliti corifei, si dibatte tra problemi cronici che ne rendono incerto il futuro.