Aria più inquinata, nonostante i divieti

Non solo non diminuisce, ma aumenta lo smog nella Piana di Lucca. E’ la conferma che a nulla (soprattutto in assenza di sistematici controlli e sanzioni) servono ordinanze-palliativo che limitano vecchie auto diesel, uso dei caminetti (se non sono l’unica fonte di riscaldamento) e l’accensione di fuochi per bruciare gli scarti del verde nelle campagne.

Valori preoccupanti.

I dati registrati dalle centraline dell’Arpat il giorno 9 dicembre sono davvero allarmanti, in considerazione che si era in presenza dello stop parziale alle auto, ai caminetti e ai fuochi.

Per le polveri sottili PM10 (limite di legge 50 microgrammi per metro cubo d’aria) nella centralina del centro storico, in via Elisa, il dato era di 86; a San Concordio si è fermato a 80, mentre a Capannori ha raggiunto quota 101.

Alto anche il valore delle polveri ancora più fini e insidiose, il PM2.5. L’Oms ha posto il limite a 10 microgrammi per metro cubo, ma l”Europa lo ha alzato a 25. A Capannori il 9 dicembre era a 62.

 Non considerate strategie alternative.

Cosa faranno ora gli  amministratori dei Comuni della Piana (Lucca, Capannori, Porcari, Altopascio e Montecarlo)? Quali imposizioni arriveranno dall’Arpat? Il blocco più o meno totale del traffico è nell’aria, ma in questo caso ci sarebbe da attendersi la reazione dei commercianti che rischiano di perdere gli affari di Natale, per molti essenziali per sopravvivere. Senza considerare i disagi per pendolari, lavoratori, famiglie, studenti e lavoratori di ogni genere.

Sorprende davvero che, in quadro del genere, nemmeno si prendano in considerazione – se non altro per scartarle, sulla base di verifiche accurate – alternative concrete e più incisive rispetto alle ordinanze-palliativo. Ci sarà da stupirsi meno se, sulla base di possibili esposti e denunce, comincerà prima o poi a muoversi la magistratura.

 L’articolo di ieri.

Ecco quanto scritto ieri sull’argomento.

Ininfluente, come era prevedibile, lo stop alla circolazione delle auto diesel fino ad Euro 2 e all’accensione dei caminetti, da aggiungersi al divieto accensione di fuochi nelle campagne e sulle colline. Anche nel giorno festivo, 8 dicembre, in cui si poteva presumere che il calo del traffico commerciale potesse migliorare le cose, la centralina di Capannori ha rilevato questi valori: 71 microgrammi di PM10 per metro cubo d’aria, quando il limite di legge è 50;  62 microgrammi di PM2.5 (le polveri sottili ancora più fini e micidiali) quando il limite dell’Oms è 10, portato a 25 dall’Europa. Non dissimili le cose per le centraline di Lucca per il PM10: nel cuore del centro, via Elisa, il valore era di 58 microgrammi; in periferia, a San Concordio,  il dato era di 54. Così, dall’inizio dell’anno, si sono raggiunte le 25 giornate di sforamenti. E la situazione, stante il perdurare di previsioni che indicano alta pressione, non pare destinata a migliorare.

Le previsioni meteo non conf0rtano.

L’unica vera arma contro lo smog resta soprattutto il vento (insieme alla pioggia): se Eolo si distrae, sono guai per i nostri polmoni. Cosa faranno ora gli amministratori dei Comuni della Piana di Lucca, che potrebbero vedersi costretti dall’Arpat a misure ancora più restrittive e  drastiche per la circolazione? Vieteranno il traffico proprio nei giorni degli acquisti di Natale, facendo imbufalire i commercianti e gli imprenditori in genere, con grandi disagi anche per la mobilità di chi deve andare al lavoro o portare i figli a scuola?

 Quali controlli?

Mentre ci si chiede quali controlli effettivi sul rispetto delle ordinanze siano stati e vengano fatti, e con quali risultati, restano senza risposte domande che si pongono da tempo su ulteriori azioni per tentare di ridurre lo smog, che nella Piana appare endemico.

 Altre azioni di contrasto possibili.

Ricordiamo di nuovo altre ipotesi di intervento che non appaiono irrealizzabili, da aggiungere a veri controlli sul rispetto delle ordinanze che, altrimenti, assumono l’aspetto di una satira involontaria.

Cosa vieta, e si è mai provato,  un accordo tra Comuni, ministero e Polstrada per  controlli mirati al fine di togliere dalle strade i veicoli diesel più inquinanti? Cosa impedisce di coinvolgere le società del gas in una politica che incentivi e sostenga le famiglie che intendono passare dal riscaldamento a legna del caminetto a quello a metano? Cosa frena il sistematico controllo del rispetto dei limiti di temperatura negli uffici pubblici (in molti dei quali già ora si scoppia dal caldo, nonostante le finestre aperte)? Cosa non consente un maggior numero di  verifiche attente sul vero impatto delle centraline a biomasse che stanno spuntando come funghi? Quali intoppi ci sono e come si dovrebbero rimuovere per far ripartire  l’azione per la realizzazione del secondo binario tra Lucca e Pistoia e per agevolare il ricorso alla ferrovia per il trasporto del prodotto delle aziende, come ha fatto la grande cartiera Lucart, che ha spostato su rotaia parte del trasporto di materia prima e prodotto finito? Cosa si fa per  recuperare di un rapporto più stretto con l’Asl perché certifichi, con una seria indagine epidemiologica, l’incidenza delle polveri sottili nelle malattie dell’apparato respiratorio e indichi tutti i possibili provvedimenti per una campagna di prevenzione? Perché non si preme sulla Regione perché potenzia il personale dell’Arpat per incrementare i controlli sulle emissioni delle attività industriali e artigianali, grandi e piccole?

Lo smog non si combatte con il fumo delle parole. Servono fatti.