Arrivano i primi croceristi ma la città è senza decoro

Prima delle 7 di oggi, giovedì 11 febbraio, il transatlantico “Legend of the seas” con circa tremila persone a bordo è arrivato nel porto di Livorno e in mattinata i croceristi passeggiavano numerosi nelle strade del centro: magliette a mezze maniche, piedi nudi  infilati nei sandali, birre gelate sui tavoli dei bar. Per loro è già estate, e passata la libecciata record effettivamente quella di ieri era proprio una bella giornata con un po’ d’aria di primavera e un arrivo che segna l’inizio della stagione delle crociere e della pacifica invasione di migliaia di ospiti nelle strade di  Livorno, ma anche di Pisa, Lucca, Firenze e Siena.

Ma anche quest’anno arriviamo a questo importante appuntamento con i soliti problemi che nessuno si decide ad affrontare: cosa possiamo offrire di organizzato e di interessante a questi turisti? Bastano le gite in battello nei fossi medicei e le visite al Mercato centrale?  E  torneremo a sentire la vecchie lamentale sui negozianti che chiudono all’ora di pranzo, sulla fuga dei croceristi nelle città d’arte vicine? Probabilmente sì. Oltretutto Livorno si presenta sempre peggio, una città che non riesce a valorizzare quasi nulla delle bellezze che ha, che non riesce mai a fare il salto di qualità che servirebbe. Il centro è trascurato, disorganizzato, pulito male anche per la cronica inefficienza dell’Azienda di pubblici servizi, l’Aamps da mesi sull’orlo del fallimento. Ma non funziona il traffico, non funziona il trasporto pubblico, le strade sono piene di fondi vuoti e di cartelli vendesi, di buche e di transennamenti, gli stessi livornesi ormai affollano più le periferie e i centri commerciali del cuore storico della pittoresca Livorno di una volta.

Niente viene trattato come si dovrebbe: la Fortezza Vecchia si affaccia sul porto ma per i croceristi resta un oggetto misterioso, quasi irraggiungibile. Eppure è lì, a due passi da loro. Dovrebbe essere la porta della città, un punto meraviglioso di accoglienza e invece rimane circondata da un reticolato da pollaio più volte oggetto di  vane proteste. La sera non si nota in mezzo alle luci del porto commerciale, di giorno è deturpata dal ponte di cemento armato che le passa a fianco. Così come un altro cavalcavia deturpa le Terme del Corallo, ridotte a ruderi nell’impotenza generale. Anche la Fortezza Nuova non è una delle mete del movimento turistico mentre la facciata del Museo Fattori di Villa Mimbelli, edificio splendido, cade a pezzi da anni,  i vicini Granai sono usati col contagocce, il parco avrebbe bisogno di migliorie.

Inutile dilungarsi oltre, ci siamo capiti.  Nonostante tutto da qui a ottobre migliaia di stranieri visiteranno la città, che per sua fortuna resta ugualmente affascinante. Quest’anno all’arrivo nella zona che fronteggia il porto mediceo troveranno lavori in corso dappertutto: da mesi la statua dei Quattro mori è seminascosta da mucchi di sabbia, pietre e ghiaia perché proprio lì, e non per una quindicina di giorni, è stato installato il deposito del cantiere delle ditta che sta costruendo le rotatorie lungo quell’asse viario. E oltretutto ci sono  deviazioni del traffico con orrende barriere di plastica bianco-rossa, mezzi operativi in azione,  le aiole delle rotatorie non sono state ancora sistemate, il traffico è rallentato. Quanto ci vorrà ancora?

E’ stata sistemata dignitosamente tutta l’area di piazza Civica, ma ora sarebbe bene chiudere al più presto i lavori vicino al porto e magari di fronte al vecchio ingresso del Cantiere, ora Porta a mare. Decoro cercasi anche in piazza Cavour dove a inizio anno c’è stato il cambio di sensi unici sugli scali e dove la parte della piazza destinata alle auto è ancora delimitata da transenne e da segnalazioni provvisorie che sarebbe stato necessario aver già sostituito con qualcosa di più civile. Invece no, come sempre: il decoro urbano a Livorno rimane uno sconosciuto. In barba ai turisti, e anche ai cittadini che vorrebbero vivere in un ambiente migliore, più curato, non nel selvaggio West.

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