Autorità portuali, la Toscana perde Carrara e ridimensiona il ruolo di Livorno

di PAOLO ROTELLI

La Regione Toscana ha sempre considerato la propria rete portuale costiera come uno dei punti di snodo del traffico commerciale e turistico da e per il Mediterraneo senza mai cogliere fino in fondo l’opportunità data dalla naturale collocazione strategica dei propri scali quali veri e propri caselli per le autostrade Europee da e verso i traffici globalizzati.
Lo si evince anche dalla tiepida accoglienza fatta alla nuova riorganizzazione delle Autorità Portuali decisa dal Governo che , nuovamente ,privilegia l’arco Nord Mediterraneo e la presenza ligure quale vera risposta all’arco francese ed allo strapotere commerciale del Porto di Marsiglia, unica vera autostrada europea verso il Nord Africa e tutto il bacino Mediterraneo.
Un’area nobilitata ultimamente dalla nuova riscoperta del canale di Suez quale percorso veloce per le merci provenienti delle rotte dal Far Est verso l’Europa .
E così Carrara viene trasferita sotto il coordinamento dell’Autorità di La Spezia e al Porto di Livorno rimane solo il rapporto operativo con Piombino ed i porticcioli elbani.
La Toscana non avrà né il controllo., né il coordinamento logistico infrastrutturale di tutti i suoi Porti in un unica cabina di regia.
Eppure negli anni novanta si era costituita , su proposta della Port Authority di Livorno,la “Tuscan Port Authority” che raggruppava Carrara , Livorno e Piombino in un coordinamento unico per il Marketing territoriale e per le strategie di mercato indirizzate alla conquista di nuovi mercati esteri e nuove linee commerciali.
Il Porto di Livorno, allora , inoltre gestiva persino lo scalo dell’Argentario e i rapporti marittimo/ commerciali con l’isola del Giglio
La fiera internazionale di Miami e quella di Barcellona , quella di Napoli o di Le Havre e le varie iniziative di presenza internazionale trovavano la nostra regione rappresentata con i propri Porti maggiori , quali testimoni di una integrazione strategicamente lungimirante.
Quello che più sorprende non è solo la rinuncia a non percorrere più una strada già avviata da tempo, ma l’indifferenza con la quale la nostra Regione e la stessa Livorno hanno accettato l’elaborazione di un progetto di riforma che nuovamente penalizza e ridimensiona la presenza Toscana sul mare , cancellando una esperienza interessante e l’unicità di indirizzo della politica regionale sui traffici marittimi.
Inutilmente lo stesso PD ha messo in campo una ambiziosa Commissione Costiera per la valorizzazione della fascia litoranea in un disperato tentativo di riequilibrare una dimensione metropolitana che ancora fa della Regione Toscana la terra di Firenze e del suo triangolo commerciale, se poi a fronte di queste decisioni strategicamente condizionanti per il futuro nemmeno alza la testa.

(membro della commissione ICC trasporti marittimi europei)