Awra Amba, un sogno africano

Sembra impossibile ma…

Nel cuore dell’Africa c’è un piccolo mondo che sembra uscito dalla fantasia di un John Lennon. Zumra Nuru la sua “Imagine” l’ha cominciata a costruire all’età di 4 anni, quando – racconta – iniziò a parlare ai suoi familiari di concetti come uguaglianza, pace, fratellanza. Non so se il riferimento anagrafico è attendibile, ma Zumra la sua utopia l’ha realizzata. La puoi visitare deviando di pochi chilometri dalla strada che porta al Lago Tana, nel nord dell’Etiopia, e seguendo lo sterrato che porta ad Awra Amba.

Lo trovi lì, nella piazzetta del villaggio, seduto sotto gli alberi, lo sguardo buono e profondo, e un carisma che neanche il buffo copricapo verde riesce a scalfire. Ti accoglie a braccia aperte, ti chiama fratello, ti fa visitare ogni angolo del suo villaggio. Che è una specie di visione: a pochi chilometri c’è l’Africa povera e dannata, con le sue capanne di legno, fango e lamiera, con gli sguardi senza speranza di gente di ogni età che passa le giornate lottando contro la fame, la miseria, le malattie. Awra Amba è una bolla di sapone nell’acqua sporca. Ci vivono 514 persone che in questi anni hanno deciso di seguire il sogno di Zumra Nuru.

Che è nato 70 anni fa nella regione dell’Amhara. Un bimbo strano, diverso dagli altri. A 13 anni parte per cercare gente che condivida le sue idee. Come quella di vivere tutti insieme, cristiani e musulmani. Cinque anni sulle strade polverose dell’Etiopia, nessun risultato, il ritorno a casa. Non lo accolgono bene, la gente lo evita, i familiari lo prendono per matto. Lui riparte, e finalmente trova un pugno di seguaci. E’ il 1972. Nasce Awra Amba. Che non avrà vita facile. Vi risparmio gli ostacoli, le trappole, le sfide superate per sopravvivere. Quello che visitate oggi è un villaggio ordinato, pulitissimo, dove tutti lavorano e hanno servizi – istruzione, salute, terza età – incredibili per la realtà africana. La vita sociale si basa su 5 principi: tutti gli individui sono fratelli aldilà di qualunque differenza sociale o religiosa; eguaglianza fra uomo e donna; rispetto dei diritti dei bambini; sostegno agli anziani e ai più deboli; lavoro per tutti e cooperazione nel segno della pace e dell’amore. “You may say i’m a dreamer”. Ma intanto Awra Amba c’è.

https://www.youtube.com/watch?v=v-iJWhb7c3w

 

(in collaborazione con “L’arte di realizzare l’impossibile”- http://www.artedirealizzarelimpossibile.com/blog)