Bagni di Lucca, de profundis per la diga sulla Lima

Sorpresa: ora a Bagni di Lucca di Lucca candidati sindaco e liste di sostegno sono tutti d’accordo sul no alla ennesima centralina che una ditta privata vorrebbe realizzare sul torrente Lima, in località Cevoli di Fabbriche di Casabasciana (Bagni di Lucca). Spiazzati dalla richiesta del comitato “Salviamo la Lima”, che ha presentato un atto formale contro l’impianto chiedendo ai quattro candidati sindaco di sottoscrivere l’impegno ad opporsi in ogni modo e in ogni sede al progetto della diga, Massimo Betti (sindaco uscente che si ripresenta per la lista civica Progetto Rinascimento), Paolo Michelini (Pd e lista civica Voltiamo Pagina), Claudio Gemignani (lista civica e partiti di centrodestra) e Quinto Bernardi (lista civica di destra) hanno messo la loro firma sul documento. Lo hanno fatto al termine del confronto organizzato al Teatro Accademico di Bagni di Lucca  dall’emittente Noi Tv, quando i rappresentanti del comitato sono saliti sul palco per ottenere nei fatti la firma promessa a parole durante gli interventi.

Esultano gli ambientalisti

Ambientalisti, operatori del turismo fluviale (la zona è frequentatissima da appassionati di canoa, rafting, pesca, kayak e trekking nel vicino Canyon Park), commercianti e semplici cittadini esultano: in una valle già assaltata da una sessantina di centraline per la produzione di energia elettrica che depredano i corsi d’acqua, nuovi impianti dovrebbero essere d’ora in poi banditi.

Le garanzie dei candidati sindaco

Lo assicura Betti, che si dice pronto a opporsi anche nelle sedi giudiziarie di ogni ordine e grado. Lo conferma Michelini che, pure avendo tra i sostenitori esponenti che non avevano votato in consiglio comunale la mozione contro la centralina, non si limita al no alla diga di Cevoli, ma aggiunge la garanzia che nessun’altra centralina sarà più permessa. Lo ribadisce Gemignani, che ricorda di aver favorito una raccolta di firme contro la centralina e non accenna più, come fatto in comunicati e interviste,   ai rischi di una possibile causa civile onerosa per il Comune al punto di far rivalutare la questione.  Alla fine firma anche Bernardi, che pure aveva detto di voler esaminare la questione nella sua sede.

Via libera alla società comunale dei rifiuti

La linea comune sul no alla diga non è stato però, anche in questo caso a sorpresa, l’unico punto su cui i quattro candidati si sono trovati d’accordo. Visti i buoni risultati economici e la qualità del servizio di raccolta rifiuti assicurato dalla società in house istituita dal Comune, la Base Srl, ora sono tutti d’accordo nel proseguire il rapporto, sia pure subordinandolo a verifiche sulla gestione e i bilanci. La questione, per anni teatro di battaglia con accuse e sospetti sull’amministrazione Betti, pare ora superata anche per Michelini, nella cui lista ci sono ex consiglieri comunali che avevano osteggiato in ogni modo la Base, rifiutandosi anche di presidente la commissione di controllo. “Solo gli stupidi non cambiano idea”, ha commentato Michelini. Sì alla Base anche da Gemignani, che ha di nuovo smentito con forza le voci secondo le quali, vincendo lui, la società sarebbe stata chiusa. Betti ha incassato, soddisfatto.

Divergenze su terme e mutui

Divergenze restano invece sulla questione del rilancio delle Terme, per secoli grande attrazione e oggi in gran parte in abbandono, nonostante i milioni spesi una decina di anni fa per ristrutturarle. Per Betti sono troppo in alto, in zone inaccessibili, anche dai pullman, e andrebbero portate più a valle. Michelini e Gemignani puntano invece sulla ricerca di nuovi investitori e finanziamenti, anche in rapporto con altri soggetti (Regione, governo, Europa), facendo uscire il Comune dallo stato di “autarchia” che attribuiscono a Betti. Il quale però è contrario alla politica dei mutui e dei debiti che affossano il bilancio, soprattutto per progetti che, se realizzati, non trovano poi le condizioni e le risorse per la gestione e la manutenzione, come nel caso della passerella sulla Lima e degli stabilimenti termali, di nuovo cadenti nonostante le ingenti somme spese dalle giunte del passato.

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