Ballottaggio Tambellini-Santini, ma a Lucca vota meno del 50%

Non risolve i problemi della nostra vita quotidiana disertare le urne, ma non può colpire il fatto che, a Lucca, meno della metà degli aventi diritto abbia partecipato al voto. Mentre impazzano valutazioni e previsioni sullo scontro al ballottaggio tra il sindaco uscente, Alessandro Tambellini (Pd e liste civiche), arrivato – quando mancano  i voti di una sezione su 86 –   al 37,6%, e il giornalista Remo Santini (Forza Italia, Lega Nord, Fratelli d’Italia e liste civiche) che ha raccolto il 34,9%, ci si interroga sulla diserzione di massa, probabile concausa di tanti voti persi rispetto alle elezioni del 2012. Cinque anni fa, ad esempio,  Tambellini collezionò al primo turno 19.191 suffragi (46,81%), circa cinquemila voti in più di ieri.

Elettori delusi e lontani

Sta di fatto che candidati, partiti e liste civiche sembrano esercitare sempre meno appeal negli elettori, alle prese con le difficoltà di una crisi infinita e delusi dalle tante promesse non mantenute. Ha però contribuito ad allontanare tanti cittadini dalle urne una campagna elettorale basata sull’insulto, sulla denigrazione dell’avversario, sulla più o meno estemporanea serie di progetti mirabili usciti dal cilindro in assenza di una netta, chiara e semplice visione della città del futuro che si vuole proporre.  Una realtà che non sembra però scuotere più di tanto i professionisti della politica, già protesi nella ricerca di strategie vincenti per il ballottaggio, ma anche nei primi sommari processi ai presunti responsabili di risultati non consoni alle aspettative.

Strateghi al lavoro per il secondo turno

Più che alle cose davvero da fare, accelerando i tempi, per risolvere i tanti problemi della città che si trascinano da decenni, partiti e liste a sostegno del sindaco uscente Alessandro Tambellini (centrosinistra) e del giornalista Remo Santini (centrodestra) sono già al lavoro per tentare di recuperare al secondo turno i voti andati ad altri candidati.

Lo scoglio dell’abbraccio con la destra estrema

Santini ha finora escluso apparentamenti diretti, ma sembra proprio che sia inevitabile l’abbraccio con Fabio Barsanti, arrivato a un sorprendente 7,81%, con oltre il 5% dei voti arrivati dalla lista di Casa Pound. Consapevole dei mal di pancia che, nella parte moderata del suo elettorato, potrebbe portare un apparentamento diretto con l’estrema destra, tutto lascia pensare che altre saranno le forme cercate per assicurarsi al ballottaggio i voti de seguaci di Barsanti. Santini però guarda anche agli elettori che al primo turno hanno scelto Matteo Garzella, presidente del consiglio comunale uscente in rotta con Tambellini e il Pd, o Donatella Buonriposi (ex assessore di Forza Italia, dirigente scolastico provinciale a capo di una lista di centro), o di Ilaria Quilici (Lega Nord Toscana). Il giornalista è convinto che in quest’area tanti elettori siano più di centrodestra che di centrosinistra e prova a riportarli alle urne al secondo turno.

Le difficoltà del rapporto con la sinistra

Sui voti dell’elettorato della Buonriposi punta però anche Tambellini. Non sembra anzi escluso che con la lista della dirigente scolastica possa esserci una qualche forma di accordo, se non apparentamento. Più complesso sarà, per il sindaco uscente, ottenere un sostegno convinto dalla lista di sinistra guidata dalla Manfrotto, molto critica con Tambellini per tutta la campagna elettorale. A giudicare dall’esito del primo turno, la vera base solida del sindaco uscente rimane il Pd che tiene le posizioni intorno al 22%, mentre si è quasi dimezzato l’apporto della lista Lucca Civica, fermatasi intorno al 9%. Nel 2012 Tambellini si era giovato dell’apporto di Idv, Sel e Rifondazione per quasi un dieci per cento di voti. Quelli che, a giudicare dal dato di ieri, potrebbero essere proprio all’origine del calo rispetto a cinque anni fa. Recuperare il consenso di una sinistra delusa e, parrebbe, assente dalle urne, diventa però un imperativo per il sindaco in cerca di conferma. Difficile capire poi a chi andranno i voti del M5S, fermatosi sul dato del 2012. Probabile che questo elettorato diserti il ballottaggio, abbassando ancora il numero dei cittadini che avranno eletto il nuovo sindaco.

I partiti condizioneranno le scelte

Intanto si profila uno scenario in cui, se vince Santini, il condizionamento della destra e quello dei partiti tradizionali saranno forti, anche se le due liste civiche del candidato hanno portato a casa circa il 15% dei voti. Se invece sarà scelto Tambellini, è chiaro fin d’ora che a fare la voce grossa sarà quel Pd (in gran parte renziano), con il quale non sono mancati screzi nei cinque anni passati.

You may also like...