Camaiore e Forte dei Marmi, l’eterna sfida fra il Pd e il centrodestra. Poi la resa dei conti

Fuori i secondi. Si vota. E sul territorio versiliese, gli appuntamenti con le urne di Camaiore e Forte dei Marmi, producono un effetto-attesa che va ben al di là di sapere chi sarà il nuovo sindaco dei due Comuni. C’è una vecchia ferita aperta da diversi anni sul fronte politico locale: il centrodestra ha perso le penne, bei tempi – per gli ultras di Berlusconi & C. – quando i Comuni più importanti, da Viareggio (con sindaco Luca Lunardini) a Pietrasanta (Massimo Mallegni), da Camaiore (Giampaolo Bertola) a Forte dei Marmi (Roberto Bertola) e Massarosa (Fabrizio Larini), erano saldamente in mano agli uomini colorati d’azzurro. Ora è rimasto solo Massimo Mallegni a Pietrasanta, sempre più combattivo, sempre più mediatico, in odore di promozione romana quando si andrà a votare per le politiche.

La variante Del Ghingaro.

Ci sono dunque ferite ancore aperte per il centrodestra che ha comunque trovato – sul fronte politico versiliese – un ‘alleato’ nel nuovo sindaco di Viareggio, Giorgio Del Ghingaro. che pur avendo avuto una radice culturale e elettorale a sinistra, area Pd, si è più avvicinato ai leader destrorsi: proprio nelle ultime ore, alleandosi con Mallegni, ha fatto saltare il tappo della Società della Salute (problemi in arrivo sul fronte sanitario e sociale). Poi flirtando con Giampaolo Bertola, ex sindaco e ora candidato alle amministrative, ha fatto di tutto per indebolire l’immagine del candidato sindaco del centrosinistra, nonché sindaco uscente di Camaiore, Alessandro Del Dotto.

Pd sotto esame.

Anche per il Pd il doppio test elettorale di Camaiore e Forte dei Marmi è dunque un bell’esame, di quelli tosti, come anatomia patologica per gli studenti di medicina all’Università: se non sono rimasti arroccati nel loro ideale castello a parlare e progettare, a autoreferenziarsi come spesso è accaduto in passato, i vertici del partito si saranno resi conto che la base elettorale è disorientata, incapace di capire da che parte stanno certi personaggi e soprattutto qual è la vera strategia per affrontare i nodi economici e sociali del territorio. E’ vero che negli ultimi anni, gli altri Comuni della zona, Seravezza, Stazzema e Massarosa, sono rimasti nell’orbita del Pd, ma è pur sempre vero che il miglior pezzo della collezione – Viareggio – è stato sbriciolato dall’alleanza trasversale creata da Del Ghingaro due anni fa. Questa ‘ricetta’ farà effetto anche a Forte dei Marmi e Camaiore? Lo vedremo presto anche se un personaggio come ‘Re Giorgio’ al Forte e a Camaiore non si è presentato sul palcoscenico politico elettorale.

Qui Camaiore.

A Camaiore il sindaco uscente Alessandro Del Dotto ha perso una parte della sinistra più a sinistra che cinque anni fa lo aveva appoggiato fin dal primo turno (c’è il candidato Ilaria Duccini), ma anche il centrodestra deve fare i conti con il passato, nel senso che le liti – e per una parte dell’elettorato i tradimenti e il doppiogiochismo – del passato potrebbero pesare: Giampaolo Bertola è il candidato ufficiale di Forza Italia, Lega Nord, Fratelli d’Italia e di due liste civiche, Il Futuro nelle Radici e Insieme per crescere, ma deve fare i conti con un’altra lista civica, Passione e Idee per Camaiore, che ha come leader e candidato a sindaco Marco Daddio, che per cinque anni in consiglio comunale è stato uno dei leader dell’opposizione di centrodestra. Insomma due galli nel pollaio con una parte dell’elettorato che continua a sfogliare la margherita fra Bertola e Daddio. Senza dimenticare la variabile del candidato Cinque Stelle, Francesco Ceragioli, che punta all’effetto sorpresa per arrivare quanto meno al ballottaggio.

Qui Forte dei Marmi.

A Forte dei Marmi turno secco – il Comune ha meno di 15mila abitanti -, quindi domani notte si saprà se il testimone del sindaco uscente Umberto Buratti passerà al suo delfino Michele Molino (lista di centrosinistra Molino sindaco) oppure se il centrodestra con Gian Paolo Bramanti (Legati al Forte) o gli altri due candidati, Bruno Murzi (Noi del Forte: Murzi ha fatto parte della prima giunta Buratti, poi ha rotto i ponti) e Maria Teresa Baldini (Fuxia People, la candidata è consigliere regionale in Lombardia per la Lega Nord) faranno saltare il banco. Il Pd versiliese tocca ferro: se non dovesse riuscire la doppietta, la resa dei conti potrebbe essere politicamente un ring dove sono ammessi anche i colpi proibiti.

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