Canapisa, rimedio peggiore del problema


Il sindaco esulta, la Lega esulta, Confcommercio esulta. Perchè? Perché il corteo di Canapisa, la manifestazione degli antiproibizionisti che da 18 anni hanno scelto Pisa per la street parade al grido di “cannabis libera”, non ci sarà e al suo posto, su decisione di prefetto e questore sotto le pressioni dei suddetti spalleggiati anche dal titolare del Viminale Matteo Salvini, si terrà  un presidio davanti alla stazione ferroviaria. Ma davvero ci sono motivi per esultare o il rimedio – al di là della valutazione sulle limitazioni al diritto costituzionale di manifestare il proprio pensiero – è peggiore del presunto male? 

Due numeri: sabato 18 maggio si prevede un afflusso di cinquemila antiproibizionisti e si può solo immaginare come per quattro ore, dalle 16 alle 20, si stiperanno in una piazza non adatta a una capienza del genere e inoltre occupata normalmente da fontana, aiuole, corsie e passerella per i taxi e anche capolinea di molte linee di trasporto urbano. Non solo, chi vorrà uscire o entrare alla stazione magari anche per raggiungere l’aeroporto, troverà un tappo umano che sarà difficile rendere penetrabile. E se si considera che i “passaggi” alla stazione di Pisa parlano di sedici milioni di presenze l’anno, ecco che già questo rende l’idea di quanto sia poco logico il rimedio da proporre.

Non solo, il furore ideologico contro una manifestazione che nello svolgersi propagandava e praticava l’uso delle droghe leggere (e anche alcol) lasciando sull’asfalto segni evidenti dell’abbandono agli eccessi, ha suggerito al sindaco leghista Michele Conti di intestarsi una lotta senza quartiere contro Canapisa, al punto da proporre un contropresidio e ha anche annunciato di voler indossare la fascia tricolore (la cui legittimità viene messa in discussione e il Pd pare pronto alla denuncia). Dove farà il presidio? A 50 metri dalla stazione, di fronte a quello di Canapisa.  Di qua un centinaio (forse due, vedremo) di proibizionisti dai quali intanto si è defilata Confesercenti, di là 5.000 antiproibizionisti colorati e su di giri. Tra i quali, insofferente per i diktat di Conti e del deputato Edoardo Ziello, ha assicurato la presenza anche la giornalista e popolare blogger Selvaggia Lucarelli.

Ora, da 18 anni lo spettacolo poco edificante di Canapisa ha condizionato la città per un giorno, ma è anche vero che mai si è verificato un incidente o un problema di ordine pubblico perché sballati o ubriachi, certo da soccorrere e curare, di sicuro non lo sono. La vicinanza di cane e gatto, però, rende ad alto rischio la giornata: una provocazione, un’offesa urlata di troppo, un cuscinetto magari non perfetto delle forze dell’ordine, o peggio la voglia che alla violenza delle parole contro i “debosciati” e i “drogati” si aggiunga quella fisica, o peggio ancora indicazioni repressive dal Viminale, ed ecco che la tradizione della manifestazione pacifica può essere infranta. E allora un sospetto si insinua: forse qualcuno vuole proprio un po’ di disordine pubblico per avere il pretesto di impedire in futuro Canapisa? E nel caso, come reagiranno i pisani di fronte a teste rotte e sangue in strada?

 Vedremo, intanto sabato 18 maggio, né più né meno che in passato, coloro che da sempre protestano per i mancati incassi, cioè i commercianti, dovranno fare i conti con il solito problema, stavolta dovuto a un blocco umano che impedirà l’afflusso dalla stazione verso il centro e in più anche da una città militarizzata. E non è detto che i blindati siano più simpatici dei furgoni spara-musica di Canapisa.