Candidati e liste alle prese col potere dei soldi

C’è chi punta sul forte impatto mediatico della convention-show in teatro, chi centellina giorno dopo giorno l’avvio di opere pubbliche, l’apertura di cantieri e la presentazione di progetti per tutto un po’, chi si ingegna a ripulire strutture pubbliche in stato di abbandono, chi cerca un’idea o un messaggio choc pur di attirare l’attenzione dell’opinione pubblica. E’ entrata nel vivo la campagna elettorale per le comunali di fine maggio e, a giudicare dal nervosismo che già si avverte in messaggi e reazioni, sarà difficile assistere ad un serrato, ma corretto confronto. Più probabile uno scambio di colpi bassi senza precedenti.

Teorie e sospetti

Al centro del dibattito restano, per ora, ipotesi e teorie su candidature, liste, aggregazioni, possibilità di alte percentuali di voto disgiunto, assalti alla diligenza di personaggi del passato, magari sonoramente bocciati appena cinque anni fa, che tentano in ogni modo di riapparire. Complicando, non poco, i tentativi dei candidati sindaco di risultare credibili all’elettorato disgustato dai partiti. C’è chi si chiede, ad esempio, se al sindaco uscente Alessandro Tambellini non giovasse di più correre con una sua lista civica, fuori dal Pd, come pareva possibile prima del travagliato accordo tra i dem. E, sul versante opposto, non mancano quanti rilevano lo scalpitare di tanti esponenti del centrodestra del passato, che cercano di trovare il predellino per salire sul treno del giornalista Remo Santini.

L’ipotesi della lista centrista

Marginali altre ipotesi sul fatto che ci possa essere alla fine una lista centrista (non più ispirata e guidata dall’ex presidente del Senato, Marcello Pera) affidata come candidato sindaco alla dirigente scolastica provinciale Donatella Buonriposi. Possibilità che dà comunque modo al presidente del consiglio comunale uscente, Matteo Garzella, il quale si presenta con una sua lista fuori dal Pd, di sostenere che l’eventuale candidatura della dirigente scolastica sarebbe favorita dai vertici del Pd, che mirerebbero a portar via voti di centro e centrodestra a Santini, per favorire Tambellini. Attenzione infine è rivolta alla scelta definitiva del Movimento Cinque Stelle sulla candidatura a sindaco di Massimiliano Bindocci, ancora da certificare e contestata dai sostenitori di un altro candidato, Fabrizio Buccianti.

I conti senza l’oste: la Fondazione Crl

L’impressione è però che si stiano facendo i conti senza l’oste. Chiunque vinca, avrà di fronte possibilità minime di spesa ed enormi difficoltà di far quadrare il bilancio, come avviene ormai da tempo in quasi tutti i Comuni. Nessun candidato arrivato alla guida di Palazzo Orsetti (sede del Comune) potrà infatti tener davvero fede a programmi e promesse, se non otterrà il rinnovato appoggio di quello che, da anni, molti ritengono il vero sindaco della città: il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca. La persona che, pro tempore, guida questa istituzione e gli organismi che la gestiscono hanno di fatto in mano i cordoni della borsa: una giunta può respirare solo se li aprono e investono decine di milioni in opere, anche infrastrutturali, di pubblica utilità e non soltanto in campo culturale e sociale.

Risanate intere parti della città

Rimanendo a Lucca, cosa avrebbero potuto fare questa e precedenti amministrazioni senza i contributi della Fondazione, ad esempio, per il recupero delle Mura e di tante strutture? Per il risanamento degli edifici scolastici? Addirittura per la costruzione di un nuovo ponte sul Serchio? Sotto la presidenza di Arturo Lattanzi, la Fondazione Crl ha accentuato il proprio ruolo di finanziatore di importantissime opere pubbliche, in tutta la provincia, non solo nel capoluogo. Attirandosi anche le critiche di chi sostiene che, per statuto, le fondazioni bancarie non dovrebbero sostituirsi all’azione degli enti pubblici, i  vertici che hanno stanziato generosi finanziamenti da pate della Fondazione Crl hanno per esempio consentito di ricostruire i complessi monumentali dell’intera parte nord-est della città, rifiorita dopo decenni di abbandono. La ristrutturazione del convento di San Francesco e del complesso di San Ponziano, in larga parte destinati alla scuola di Alti Studi Imt, il recupero dell’intero convento di San Micheletto dove hanno sede la Fondazione Crl e la Fondazione Ragghianti hanno ridato vita ad una parte importante della città. Così come i lavori che hanno portato a ripulire il paramento esterno, a ricostruire casermette e castelli, a consolidare l’intero monumento simbolo della città, le Mura. E tanti altri sono i lavori e le iniziative, anche culturali e sociali, che sarebbero stati impensabili senza i milioni che ogni anno arrivano ai Comuni dal ponte di comando di San Micheletto.

Il cambio alla presidenza

Sarà così anche con il nuovo presidente? Non si dovrà attendere molto per la risposta. Questione di settimane e sapremo se passerà la linea Lattanzi, che indica come successore nella continuità l’attuale direttore della Fondazione, Marcello Bertocchini, o se la spunterà la cordata che punta sull’ex direttore dell’Associazione Industriali, Vittorio Armani. O ancora se si pescherà un altro personaggio di spicco che rappresenti la soluzione di compromesso. Chiunque sia alla fine il prescelto, dal rapporto tra il nuovo sindaco e la Fondazione passeranno i destini di Lucca. Il potere dei soldi, in tempi in cui le risorse degli enti locali sono ridotte al minimo, prevale sul potere della politica, piaccia o meno.

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