Candidati “sicuri” per i collegi della Lucchesia

Ammesso che le indicazioni dei sondaggisti non si rivelino il quasi consueto flop, sembra davvero tutta da giocare la partita per il successo nei collegi della Lucchesia, che del resto già in passato avevano visto prevalere a fasi alterne candidati di centrosinistra, ma anche di centrodestra. A sentire esponenti dei vari partiti che, a taccuino chiuso, parlano delle percentuali che i sondaggi darebbero alla loro forza, sia il Pd che il centrodestra, e anche il M5S, danno per probabile la vittoria del proprio candidato nei collegi di Camera e Senato che includono Lucca.
Propaganda e tentativi di interessato depistaggio a parte, sembra proprio che nessuno possa prevedere l’esito. Non è un caso allora che almeno centrosinistra e centrodestra scelgano di puntare su candidature “sicure” di politici strutturati e radicati nel territorio. Pare quindi destinato a rimanere deluso chi pensava che seguissero fatti alle dichiarazioni di apertura alla società civile, di recupero del rapporto con gli elettori, di azione rivolta all’esterno con inclusione di nuove forze. E ancora di più quanti, ingenuamente, immaginavano percorsi di coinvolgimento della base di simpatizzanti, oltre che di iscritti, nelle indicazioni delle candidature. Nulla cambia rispetto alle liturgie del passato, nemmeno se una parte consistente dell’elettorato non le gradisce più.
Nei fatti, le oggettive difficoltà e le apprensioni per l’esito di un risultato incerto spingono almeno le forze politiche tradizionali a evitare azzardi e a puntare sul sicuro e collaudato, scegliendo quello che viene ritenuto il meglio all’interno della rosa di politici e amministratori di provata esperienza e di sicuro rapporto con territorio ed elettori. Sarebbe stato sinceramente da stupirsi allora se il Pd (lucchese e versiliese) non avesse deciso di candidare il senatore Andrea Marcucci e il consigliere regionale Stefano Baccelli. Qualche sindaco che avrebbe avuto qualche aspirazione dovrà accontentarsi di attendere che si voti per le regionali, dato che la crisi e il voto per la Toscana sembrano dietro l’angolo, alla luce delle decisioni di rottura che potrebbero seguire all’azione del presidente Enrico Rossi, punto di forza della sinistra di Liberi e Uguali.
Di relativamente nuovo, nel centrosinistra lucchese, c’è la posizione del sindaco Alessandro Tambellini, molto istituzionale e tesa a salvaguardare un cammino non tribolato del suo esecutivo. Superate le prospettive di formare una sua lista autonoma dal Pd, se il partito avesse imposto le primarie proprio con Baccelli, Tambellini pare saldamente ancorato al Pd e non più sulla strada che porta verso Rossi e la nuova forza politica della sinistra. Non è casuale l’appello del sindaco perché tutta la componente del centrosinistra sia unita nel voto e nelle candidature dei collegi. Un appello che è un chiaro appoggio a Marcucci e Baccelli, per i quali potrebbe essere addirittura letale la presenza di candidati di Liberi e Uguali che potrebbero portar via al Pd un numero di voti sufficiente per far vincere il centrodestra o il M5S. Da rilevare, tra l’altro, che nella lista che fa capo a Grasso uno dei candidati potrebbe essere un altro Baccelli, Luca, fratello del consigliere regionale. Già in passato Luca, docente universitario, non ebbe difficoltà a schierarsi pubblicamente contro il fratello, sostenendo (nel 2012) la candidatura a sindaco di Tambellini contro la possibilità che dovesse sottoporsi a primarie con Stefano Baccelli.
Al momento la presenza nei collegi di liste di Liberi e Uguali con i rispettivi candidati viene data per scontata anche in Lucchesia e, a meno di accordi in extremis, i voti presi dalla nuova forza di sinistra potrebbero costare davvero cari al Pd. E’ anche questo uno dei motivi che ringalluzziscono il centrodestra. Nei collegi lucchesi non ci potrà più essere lo scomparso senatore Altero Matteoli, ma Forza Italia (da vedere se Fratelli d’Italia e Lega saranno remissivi) intende piazzare candidati “sicuri” come l’ex sindaco di Pietrasanta, Massimo Mallegni, e la parlamentare Deborah Bergamini, da sempre braccio destro di Berlusconi e in questa fase incaricata, insieme all’avvocato Niccolò Ghedini, di sovrintendere alla formazione delle liste. Forte l’appeal delle candidature Mallegni-Bergamini (che è di Lido di Camaiore) in Versilia. Da vedere se la stessa forza avranno sul versante lucchese.
Se per il Pd potrebbero essere pericolosi i voti affluiti verso Liberi e Uguali, per il centrodestra qualche fastidio potrebbe arrivare dalla lista Rinascimento-Sgarbi, sempre che alla fine non venga inglobata nella “quarta gamba”. Come è stato ribadito dallo stesso Sgarbi a Lucca, pochi giorni fa, al momento la lista corre da sola ed è accreditata da alcuni sondaggi di una percentuale superiore al 2% , elemento che Forza Italia e compagni non sottovalutano. Soprattutto se Sgarbi trovasse in Lucchesia candidati di spessore, da cercare dopo che il consigliere comunale di Rinascimento, Donatella Buonriposi, si è detta non disponibile a candidarsi. Per il centrodestra, altro elemento di disturbo potrebbe essere la presenza della lista di Casa Pound, arrivata a oltre il 7% nelle comunali a Lucca.
Uno scenario del genere, con tante variabili per destra e sinistra, induce i grillini a confidare nella possibilità di strappare collegi anche in Lucchesia, dove alle politiche il M5S è andato sempre assai meglio che alle amministrative. Molto dipenderà anche dalla “visibilità” dei candidati, in passato conosciuti quasi esclusivamente dagli iscritti attivi sulla rete. Alle valutazione dello staff M5S vanno, tra gli altri, due personaggi che sotto questo profilo hanno un maggior legame con il territorio, come l’ex consigliere comunale Laura Giorgi, e l’attivista Paolo Pescucci. Ma potrebbe alla fine esserci qualche sorpresa, con la scelta di esponenti della società civile e dell’imprenditoria che sembra si siano fatti avanti. In ogni caso, per centrodestra e centrosinistra i pentastellati saranno concorrenti da non sottovalutare.