Capannori. E dopo papa Francesco?

 

Sì, oggi c’è papa Francesco che salendo a Barbiana a pregare sulla tomba di don Lorenzo Milani pareggia i conti della Chiesa con il prete scomodo e le eresie dei folli di Dio. Ma domani? Durerà questa felice e imprevista stagione della Chiesa cattolica? E’ questa la domanda che ha fatto da filo rosso all’incontro su don Milani (Capannori, 6 giugno con Marco Innocenti e Massimo Toschi), organizzato dal Comune con l’associazione lucchese che raccoglie la documentazione di don Arturo Paoli.  Sono state ricordate le ferite inflitte dalla Chiesa di papa Pacelli ai preti non in linea con l’ortodossia. La data clou fu il 1954. Paoli fu costretto a salpare per il sud America e Milani esiliato a Barbiana. Il pugno duro dell’ortodossia funzionava allora  senza indulgenze e comprensioni.

La memoria delle ferite passate si poteva cogliere negli occhi dei presenti all’incontro come un timore per il futuro. Oggi il centro della Chiesa non è più la terrazza romana del cardinale Bertone, ma l’impervia canonica di Barbiana dove i figli dei montanari furono allattati alla parola che rende liberi gli uomini. Ma domani? Ecco, quando non ci sarà più Francesco cosa sarà della Chiesa di Francesco? E un fremito di paura serpeggiò nella sala Artemisia di Capannori.