Giani, Renzi e Amici miei

 

Finalmente qualcuno in consiglio regionale si è mosso  per chiedere al premier Matteo Renzi le scuse per non aver rispettato “l’istituzione Regione Toscana”. Il fatto, come ha raccontato su Altra Toscana il giornalista Gianfranco Borrelli, è presto detto. Durante la festa per i 70 anni della Vespa, a Pontedera, Renzi ha deriso il presidente del Consiglio regionale Eugenio Giani per la fascia della Regione che indossava con bella evidenza. “Ancora con codesta fascia, vienvia Eugenio!”, ha esclamato il premier, che ha preso la fascia e l’ha appallottolata. “Se continui a indossarla, io non parlo”, avrebbe poi aggiunto il premier. Fatto è che Giani la fascia, simbolo della Regione, se l’è tolta. Come ordinato da Renzi. E non è la prima volta. Anche in occasione della visita del premier Netanyahu a Firenze, il premier ordinò al fedelissimo Giani di togliersi la fascia.

A Claudio Bozza del Corriere Fiorentino il presidente del parlamento toscano ha gettato acqua sul fuoco delle polemiche: “Tra me e Renzi c’è un rapporto umano molto forte”. Cosa significa? Che Renzi può dirgli e ordinargli quello che gli pare?

Eh no, caro Giani, lei sa bene che noi siamo stati sempre critici con l’istituzione della fascia, ma dal momento che è stata istituita con voto unanime del consiglio regionale, quella fascia non è la sua cravatta, che può mettere e togliere in ossequio al “rapporto umano molto forte” con il premier. No, la fascia è un simbolo istituzionale. Rappresenta la Regione Toscana. E tutti la devono rispettare, a cominciare dal presidente del Consiglio. E lei, caro presidente Giani, doveva mostrare la schiena dritta e rifiutarsi di togliersela la fascia. Non lo ha fatto e quella fascia è ora uno straccio.

Oppure è stato uno scherzo tipo Amici miei, ma in questo caso, visto che i due, Renzi e Giani, lì a Pontedera rappresentavano il governo e il parlamento toscano, non è stato decoroso.