Centralina sulla Lima, appello a Rossi

Si fa sempre più complicata la vicenda della centralina per la produzione di energia elettrica che una ditta privata chiede di costruire sul torrente Lima, in località Cevoli di Fabbriche di Casabasciana, a Bagni di Lucca. Il comitato che si oppone alla realizzazione, stanco dello scaricabarile tra enti e politici che di fatto non prendono decisioni, ha deciso di chiedere un incontro al presidente della Regione, Enrico Rossi, perché finalmente si arrivi ad un scelta.

Del comitato fanno parte gli operatori che gestiscono le attività degli sport fluviali e del turismo, commercianti, albergatori, ambientalisti e cittadini che contrastano il progetto della diga, ritenendolo incompatibile con la tutela dei luoghi diventati meta di un flusso turistico che porta lavoro e benessere a tutta la Valle.

La ditta che propone il progetto obietta però che anche il Comune di Bagni di Lucca, oggi contrario alla diga, a suo tempo rilasciò pareri favorevoli che oggi non si può rimangiare, e lascia capire che ci potrebbero essere azioni legali e richiesta di risarcimento danni se l’autorizzazione fosse negata. La questione è al vaglio della conferenze dei servizi in Regione, che ha posto prescrizioni di carattere urbanistico. Il consigliere regionale Stefano Baccelli, che ha presentato una mozione accolta dal consiglio, da parte sua rileva come il progetto in corso di valutazione sia modificato rispetto all’originale: a suo parere, basterebbe che ora il Comune negasse il suo consenso. Ma gli amministratori di Bagni di Lucca non si muovono, aspettando che dalla ditta privata arrivi la nuova richiesta, mentre la lista di centrodestra che si presenta alle elezioni comunali attacca sindaco e giunta accusandoli di comportamenti pilateschi che di fatto espongono il Comune e la cittadinanza al rischio di dover pagare danni, se negano il permesso. Una posizione che agita il comitato, che vuol capire con chiarezza se questa lista intende negare o accettare il progetto della centralina.

Intanto il comitato “Salviamo la Lima” si appella a Enrico Rossi in una lettera in cui scrive:

“Abbiamo analizzato attentamente quanto suggerito dal consigliere regionale Baccelli per fermare la costruzione di una nuova centrale idroelettrica sulla Lima, ma non ci convince del tutto.

Trincerarsi dietro alla sola decisione presa dal Consiglio Comunale di Bagni di Lucca per dire un no definitivo, significa esporre il Comune ad una potenziale causa risarcitoria da parte della società genovese e quindi a tutta una serie di eventualità negative che potrebbero invece aprire la strada alla società costruttrice.:

“Non è affatto scontato che l’attuale amministrazione vinca le prossime elezioni, e quindi potremmo trovarci con una nuova amministrazione che per volontà, timore, o utilizzando come comodo alibi il semplice rischio di perdere la causa e pagare un forte risarcimento finisca per dare il via ai lavori.

“Non corrisponde a verità che il solo Comune si sia dichiarato contrario, ma da quanto emerge dal verbale della Conferenza dei Servizi si ricava una contrarietà per motivazioni di diverso ordine e grado dell’Autorità di Bacino del Serchio, dell’Arpat e della Soprintendenza.

“La Regione ha una inoppugnabile motivazione per rinviare alla Provincia di Lucca la richiesta di una nuova autorizzazione Via, visto che a dichiarare inammissibili varianti successive fatte dall’ azienda, é stato lo stesso consigliere Baccelli che allora ricopriva la carica di presidente della stessa Provincia.

“Visti gli eloquenti silenzi dei parlamentari Marcucci e Mariani sulla vicenda, e le ambigue conclusioni che sembrano scaturire dal procedimento e che rischiano di procurare un enorme danno economico, occupazionale ed ambientale ad una intera comunità, chiediamo a lei, presidente Rossi un incontro. Da lei ci aspettiamo un segno di discontinuità da una situazione che ha creato in tanti cittadini una perplessità in più verso un ente che appare lontano e svogliato e che dopo essersi avocato a se prerogative importanti, rischia di risolverle con escamotage alla Bertoldo o peggio ancora alla Ponzio Pilato”.

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