Centro storico stravolto, Lucca corre ai ripari

Dopo tanti annunci, promesse e progetti, cominciano ad arrivare segnali concreti per la tutela e la rivitalizzazione di un centro storico che altrimenti, lasciato in balia delle esigenze del turismo mordi e fuggi, rischia di diventare una Disneyland che chiude i battenti quando se ne vanno le comitive da visite di poche ore. Attese da anni, sono arrivate due decisioni dell’amministrazione comunale che vanno nella giusta direzione per il recupero della città storica, primario polo di attrazione proprio per la sua identità e specificità semitravolte dai radicali cambiamenti, non in meglio, del tessuto commerciale e del conseguente arredo urbano e cura dentro le Mura.

Tariffe ridotte del 30% per i cantieri

Al fine di favorire interventi di recupero sul patrimonio edilizio nel centro storico, condizione con altre necessaria per di ridurre i costi di restauro e convincere anche giovani coppie a tornare a vivere in città (dove sono rimasti appena 8.600 residenti rispetto ai 27.000 del censimento del 1951),  dal primo gennaio 2018 saranno ridotte del 30% le tariffe del suolo pubblico dentro le Mura per ponteggi e cantieri edili. Ne hanno dato notizia gli assessori comunali all’urbanistica Serena Mammini e allo sviluppo economico Valentina Mercanti, che puntano a sostenere chi investe risorse nella manutenzione degli edifici, nella sicurezza e partecipa così al mantenimento del decoro urbano. “L’impostazione data dal Piano Strutturale – hanno spiegato gli assessori –  interrompe il consumo di nuovo suolo e invita a ripensare la qualità del costruito guardando ad azioni di recupero e ristrutturazione. In questo ambito abbiamo scelto di abbattere i costi per l’occupazione temporanea di suolo pubblico dei ponteggi e dei cantieri edili nel centro storico: per i prossimi tre anni, infatti, la tariffa sarà scontata del 30 per cento”.

Blocco delle licenze per tre anni nel settore alimentare

Altra decisione che mira a riqualificare l’aspetto del centro storico, il consistente aumento in arrivo per le concessioni del suolo pubblico per ristoranti e locali dentro le Mura, dove peraltro l’assessore Mercanti ha confermato la moratoria di tre anni, dal primo gennaio, con il blocco delle licenze di tutto il settore alimentare. La notizia è stata data dall’amministrazione comunale ai rappresentanti delle categorie interessate (Confcommercio, Confesercenti, Conflavoro) . Mercanti ha ricordato che il Comune di Lucca “è stato il primo in Toscana, attraverso la moratoria degli esercizi di vicinato, a porre un limite al fenomeno del moltiplicarsi di bar, kebab, ristoranti, friggitorie e gelaterie sempre più invadenti nel centro storico. Su questa strada tracciata, assieme alle stesse associazioni di categoria, intendiamo proseguire, andando a estendere il blocco Sempre a gennaio entrerà in vigore la rimodulazione della tassa per l’occupazione del suolo pubblico e le modifiche al regolamento: le nuove tariffe saranno portate all’attenzione del consiglio comunale nei prossimi giorni delle licenze a tutto il settore alimentare. Per questo abbiamo anche scritto nei giorni scorsi all’Anci, per far sì che si faccia promotore con il governo e la Regione in modo che siano forniti ai Comuni strumenti legislativi in grado di regolamentare il commercio nei centri di particolare pregio storico e artistico”. Entro la fine di dicembre l’amministrazione porterà al vaglio del consiglio comunale una nuova proposta di moratoria, che avrà lo scopo di bloccare per tre anni, a partire dal mese di gennaio 2018, il rilascio delle licenze per l’apertura in centro storico di nuove paninoteche, gelaterie, pizzerie a taglio, kebab e minimarket.

Suolo pubblico, salasso per i locali dentro le Mura contro il proliferare dei tavoli nelle strade

Sempre a gennaio entrerà in vigore la rimodulazione della tassa per l’occupazione del suolo pubblico e le modifiche al regolamento: le nuove tariffe saranno portate all’attenzione del consiglio comunale nei prossimi giorni. L’amministrazione ha lavorato a ridisegnare la Cosap per i pubblici esercizi, i bar e ristoranti, tenendo conto della necessità di porre un freno al proliferare di tavoli all’esterno dei locali in centro storico, mentre ha inteso lasciare maggiore libertà di manovra per gli esercizi commerciali della periferia.

No a un centro ristorante a cielo aperto

“Abbiamo previsto un notevole aumento della Cosap per gli esercizi del centro storico – ha spiegato l’assessore – perché vogliamo porre un freno consistente nei confronti del proliferare di tavoli che spesso rendono difficilmente praticabili strade e piazze cittadine, anche per gli stessi residenti, e che in alcuni casi snaturano i locali e il paesaggio urbano, facendo somigliare sempre di più il centro storico a un grande ristorante a cielo aperto. Siamo d’altra parte consapevoli che i commercianti del centro storico sono i principali beneficiari dell’indotto prodotto da una serie di iniziative importanti che si svolgono con il patrocinio o con il contributo diretto del Comune e che il suolo pubblico non è una tassa obbligatoria, ma attiene alla scelta di ogni singolo operatore. Per questo abbiamo ritenuto più giusto lasciare invariata la tassa per gli esercizi commerciali delle zone periferiche, prevedendo aumenti solo per l’occupazione di suolo pubblico in centro città”.

Aumenti modulati per la Cosap

La Cosap, così come rimodulata, sarà organizzata su 4 fasce, seguendo il criterio generale che più ci si avvicina al ‘salotto buono’ della città, più consistente diventa l’aumento della tassa per l’occupazione di suolo pubblico. Così, le zone corrispondenti all’area esterna alle mura urbane non saranno interessate da alcun aumento. Nel centro storico viene inserita una nuova categoria, definita A+ e corrispondente a piazza San Michele, piazza Napoleone, piazza del Giglio, via Fillungo e piazza dell’Anfiteatro, dove si concentra la maggior parte di eventi e manifestazioni. In quell’area la tariffa giornaliera passerà dagli attuali 0,41 euro al metro quadrato a 0,97 (per piazza del Giglio l’aumento resterà bloccato fino alla chiusura del cantiere dell’Hotel Universo per i disagi determinati dal cantiere stesso alle attività prospicienti). La restante parte del centro storico rimane suddivisa in zona A e zona B, come in precedenza, con la tariffa giornaliera che passa rispettivamente da 0,41 euro al metro quadro a 0,89 euro e da 0,28 euro al metro quadro a 0,56 euro.

L’appello del gruppo “Guardare Lucca”

I provvedimenti illustrati dovrebbero tra gli altri ricevere il consenso di un nuovo gruppo attivo su Fb e come associazione, “Guardare Lucca”,  i cui membri si dicono “convinti che il valore turistico ed economico del Centro Storico di Lucca risieda non solo nelle sue bellezze artistico-architettoniche che la rendono un museo a cielo aperto, ma soprattutto nell’essere ancora una città abitata e con funzioni attive, in grado di rappresentare lo spirito del luogo agli occhi di chi la visita. Riteniamo che l’attenzione e il rispetto degli spazi, dei ritmi quotidiani e della vivibilità giovi a tutti i cittadini lucchesi senza distinzione, sia quelli che risiedono nel centro storico e ne mantengono la vitalità, sia coloro che vivono fuori le Mura e che per le loro interazioni quotidiane col centro, hanno diritto a raggiungerlo e a viverlo senza disagi. Armonizzare numeri, tempi e locazioni dei principali eventi che caratterizzano da alcuni anni il centro storico, in modo da conciliare il diritto alla città di tutti i cittadini ci sembra il punto più importante da realizzare per chi governa la città e compie le scelte. La programmazione puntuale e soprattutto la qualità delle iniziative culturali e commerciali che utilizzano Lucca come sfondo ci sembrano da considerare attentamente per valutarne la coerenza con la vocazione e le caratteristiche culturali e ambientali della città”.

Offerta culturale per un turismo qualificato

Per “Guardare Lucca”, “il reale volano economico per un’economia che duri nel tempo consiste a nostro parere principalmente nel turismo qualificato che risponde a un’offerta turistico-culturale che si muove lungo tutto l’arco dell’anno, viene condivisa dai cittadini e produce posti di lavoro qualificati.  Auspichiamo che chi oggi governa la città sappia scegliere con lungimiranza puntando al massimo equilibrio fra interessi e diritti dei cittadini, tra cui mettiamo anche la trasparenza della comunicazione su costi- benefici e modalità di attuazione degli eventi di maggior richiamo”.