Come nel film di Benigni e Troisi: ehii, chi siete, cosa portate, ma quanti siete… un fiorino

Da Roma a Livorno, racconta su questo blog Riccardo Pasquinelli, l’improvvisazione regna sovrana se nella stanza dei bottoni ci sono politici del M5S, che del resto sono stati selezionati con una manciata di voti online nei meetup. Ma è anche vero che questa improvvisazione non ci mette al riparo dai dogmi che caratterizzano il movimento (il più grave, grottesco, e devastante per l’economia del territorio è “no alle grandi opere – vedi Olimpiadi – altrimenti ci sono le tangenti”. Che poi uno dice: ma se sei tu che fai gli appalti, non ti fidi di te stesso?).

Un altro di questi leit motiv cari ai grillini è l’avversione che sfiora l’ossessione verso la mobilità privata su gomma. A Pisa, ad esempio, nella precedente campagna elettorale per eleggere sindaco e consiglio comunale, mezza città si era contorta dalle risate per una proposta attribuita alla candidata M5S a proposito della sostituzione di trasporti pubblici  con i risciò a pedali.

doganiereA Livorno, invece, il furore anti-automobilisti sembra coniugarsi con il fare cassa al punto che Filippo Nogarin potrebbe essere raffigurato come il doganiere del film di Roberto Benigni e Massimo Troisi “Non ci resta che piangere”. Ricordate? (ecco la sua immagine) Quello della esilarante gag che diceva: “Chi siete…  Cosa portate… Ma quanti siete… Un fiorino!”, Domande ripetute senza soluzione di continuità e senza avvedersi se effettivamente c’era un nuovo transito per cui andava riscossa la gabella (qui il link a YouTube per rivedere la scena e riderci ancora).

Perché Nogarin ricorda il doganiere? Perché così funziona la ztl in piazza del Luogo Pio a Livorno dove a ogni passaggio dalla telecamera scatta una multa. Cioè: la ztl è una, il transito in essa da sanzionare (entrata e uscita) è uno, ma l’ineffabile giunta di Livorno ha deciso che entrare e uscire vale per due e oltretutto ogni multa non è proprio del valore di un fiorino ma è di poco inferiore ai cento euro. Insomma, come Troisi sulla linea della dogana, anche sotto la telecamera in piazza del Luogo Pio sembra di sentire “Ehiii… un fiorino” ogni volta che si passa.

La singolare trovata della giunta di Livorno è operativa da gennaio e la marea di proteste degli automobilisti ha addirittura indotto il comando dei vigili urbani a chiedere lumi sulla legittimità del modus operandi. Il ministero dei trasporti (qui l’articolo del Tirreno sulla risposta) ha risolto la cosa in modo un po’ pilatesco ma comunque ha indicato che no, due multe, non andrebbero fatte. Oltretutto che anche il lasso di tempo tra entrata e uscita dalla ztl è significativo per valutare la sanzione.

Da allora, siamo a maggio, si attendevano ripensamenti della giunta Nogarin, ma finora non risultano. Tanto che mi arriva la segnalazione di chi, ad agosto, ha ricevuto le due multe per un transito e che alla richiesta di spiegazioni ai vigili di Livorno si è sentito rispondere, con un po’ di imbarazzo, “sì, capisco, ma così è, così ha deciso la giunta con una delibera”. “Se crede – l’unica chance per contrastare la doppia gabella – si rivolga al giudice di pace”.  Ma il  ricorso al giudice di pace, a parte il tempo,  è oneroso anche dal punto di vista economico. Bisogna pagare sempre e comunque una marca da bollo alla presentazione della domanda di 43 euro. Come dire: mezza multa si paga comunque.

A rincarare la sensazione di sudditi senza diritti, per i nostri malcapitati automobilisti pisani in trasferta a Livorno, ci sono le modalità di notifica della contravvenzione. Se non sei in casa, il messo il primo giorno ti lascia l’avviso che devi ritirare l’atto presso le Poste; il secondo giorno ti lascia un altro avviso che vale come notifica e dunque i fatidici 5 giorni per poter usufruire dello sconto del 30% sul pagamento della sanzione decorrono da questa consegna in cassetta.  Ovviamente, nella prima settimana d’agosto, i nostri erano in ferie e quindi lo sconto è sfumato. E mi chiedo: ma è giusto che lo Stato assegni il valore di notifica avvenuta a un foglietto lasciato nella casella della posta? Eppoi, notifica di che, se il sanzionato neanche sa di cosa si tratta se non ritira la raccomandata? Insomma, è il solito Stato un po’ furbetto e avido.

In ogni caso, nonostante il costo per il ricorso, sembra che in tanti si siano rivolti al giudice di pace e viene ritenuto molto probabile che i ricorrenti abbiano riconosciuta la ragione (“si tratta di un solo transito in ztl, non due”) come avvenuto in altre città (qui il caso di Bolzano). In attesa di conoscere quante e quali sentenze avrà emesso sul caso il giudice di pace di Livorno, a proposito dell’atteggiamento un po’ vessatorio del Comune di Livorno verso gli automobilisti va segnalato che sulla variante Aurelia si rischia di prendere una multa per eccesso di velocità anche per soli 2 (dico due) chilometri oltre il limite. E questo forse, dato che in genere gli autovelox vengono tarati con un po’ di tolleranza per colpire chi effettivamente esagera,  è da primato in Italia.