Comics, un successo. Ma Lucca può fare di più

Stop alla vendita di biglietti on line e ai botteghini una volta raggiunto il tetto massimo giornaliero; rassegna allungata di un giorno (cinque invece di quattro, grazie anche al lungo ponte): stand e mostre più diffusi in ogni parte del centro storico e non concentrati nella sola zona tra piazza San Michele e gli spalti delle Mura verso viale Carducci: efficaci modifiche alla viabilità e agli accessi e uscite dal centro storico: gran quantità di cestini per i rifiuti per le strade. Sono essenzialmente questi gli accorgimenti che – sulla scorta delle esperienze degli anni passati, quando il caos sembrava diventato incontenibile per l’eccesso di arrivi e presenze di pubblico in una città di piccole dimensioni, racchiusa dentro l’anello delle Mura di poco più di quattro chilometri – hanno consentito agli organizzatori della mostra-mercato “Lucca Comics and Games”, che festeggia il cinquantenario in questi giorni, di assicurare una città comunque fruibile, gioiosa e festosa senza i rischi prodotti in passato da una calca ai limiti del sostenibile.

Con le soluzioni apportate, si dimostra che il successo internazionale raggiunto dalla manifestazione è dovuto anche alla scelta di tenerla in un centro storico di rara bellezza e facilmente percorribile, per vivere il quale la gente è pronta a prenotare con mesi di anticipo, occupando ogni stanza libera non solo a Lucca, ma anche in tante città vicine. Certo, restano i disagi per i residenti dentro le Mura e i lucchesi che frequentano il centro storico per lavoro o per commissioni, ma i problemi per entrare e uscire con l’auto, trovare posto per la sosta o evitare gli ingorghi sulla circonvallazione (minori rispetto al recente passato) vanno in secondo piano di fronte alla pioggia di milioni (studi precisi parlano per l’esattezza di 27) che i Comics portano alla città. Per la quale il ritorno di immagine è amplificato dall’attenzione dei media e del web.

A stonare sono i temporary store, negozi affittati per pochi giorni a cifre da capogiro, in cui si vendono gadget di ogni genere, in concorrenza con gli stand della rassegna, e la gran quantità di ambulanti che arrivano a vendere panini e porchetta sulla circonvallazione fuori delle Mura, togliendo clienti ai tanti locali del centro, che attendono i giorni della manifestazione per far quadrare i bilanci prima dei mesi duri della bassa stagione. Un aspetto sul quale l’organizzazione dell’evento riflette, cercando soluzioni.

A parte il gruppo dei “Custodi della città per gli Stati Generali della Cultura”,  che ha oltre 700 adesioni su Facebook e che si è costituito di recente in associazione dal notaio, nessuno sembra invece riflettere sulla necessità di progettare un piano organico per il recupero e la valorizzazione dei tesori che Lucca può offrire in ogni campo e in tutti i mesi dell’anno. Un “pacchetto” di proposte di grande appeal per il turismo di qualità (non di elite) che potrebbe essere promosso al meglio, oltre che sul web, proprio in punti di accoglienza e informazione da far funzionare al meglio nei giorni dei Comics, che fanno arrivare tra le 250 e le 300.000 persone da tutto il mondo.

Al centro del piano di promozione ci dovrebbero essere argomenti sul tappeto da tempo, a partire dal biglietto unico per uno o più musei, comunali e statali, messi finalmente in rete tra loro come hanno saputo fare tante altre città, Ravenna su tutte. E il fiore all’occhiello della proposta potrebbe essere l’atteso Museo della Città a Palazzo Guinigi, attrezzato e allestito per illustrare tutto quanto riguarda la storia di Lucca, partendo dall’archeologia e poi dall’epoca ligure-etrusco-romana per arrivare all’era longobarda, al medioevo, al Rinascimento e all’età moderna, fino alla Resistenza.

Del piano dovrebbe essere poi parte integrante il programma coordinato e ben calendarizzato della cosiddetta “rete del verde”: le manifestazioni VerdeMura e Murabilia, le mostre delle Camelie, dell’Azalea e di Santa Zita; i tour nei parchi delle ville storiche; le visite guidate o il semplice relax nel parco fluviale e in quello del Nottolini, salvati dal degrado e riportati all’antico splendore; le bellezze dell’Orto Botanico. Senza dimenticare i monumenti simbolo come le Mura con i suoi sotterranei, le Torri Guinigi e delle Ore, e il campanile di San Martino, visitabili per godere dall’alto di panoramiche suggestive e mozzafiato.

E agli ospiti la città dovrebbe essere in grado di proporre visite guidate a tutti i luoghi della vita e delle opere di Giacomo Puccini, partendo dal Museo della Casa Natale per arrivare ad altre dimore care al maestro, dove visse almeno per qualche periodo e compose: a Torre del Lago, Viareggio, Chiatri, Monsagrati, Celle, Bagni di Lucca, Cutigliano e Abetone, per rimanere in zona. E agli itinerari Pucciniani si dovrebbero aggiungere quelli per gli altri grandi della musica lucchesi, da Boccherini a Catalani e a Geminiani. Magari allestendo anche concerti e realizzando un vero teatro per la lirica capace di ospitare in permanenza opere del compositore più suonato al mondo. E si potrebbe continuare con l’elenco di tante altre meraviglie che Lucca è in grado di offrire in ogni campo: dall’architettura, alla pittura, alla scultura e all’arte in genere; dall’archeologia industriale ai musei scientifici e naturalistici e a centri di assoluto rilievo internazionale come le Fondazioni Ragghianti, Giuseppe Pera e Dino Terra.

Bruciati dalla scelta di Pistoia come città capitale della cultura per il 2017, gli amministratori e gli operatori lucchesi provano ora a presentare la candidatura di Lucca per il 2020. Obiettivo legittimo e possibile, i tesori da offrire certo non mancano. Ma il piano organico per recuperarli, valorizzarli e renderli fruibili sì.

Pistoia  è stata premiata dal governo perché l’amministrazione comunale ha saputo presentare progetti concreti per i quali chiedere contributi. Ci è riuscita mettendo al lavoro un ristretto gruppo di esperti e comunicatori in grado di operare come cabina di regia. Lucca, tra l’altro priva di un assessore alla cultura e al turismo, come pensa di poter fare?