Comitati contro il San Luca: “La sanità torni al Campo di Marte”

Il Campo di Marte deve tornare ad essere il cuore dell’assitenza sanitaria, ristrutturandolo e riattivandolo al posto del nuovo ospedale San Luca, che si sta rivelando un flop per il partner privato che sperava di ricavare lucro dalla gestione. mentre è al centro di crescenti critiche da parte dell’utenza. E’ questo l’appello che arriva dai comitati Ghiselli e Papeschi, che si battono per la sanità pubblica e hanno sempre avversato la scelta di abbandonare il vecchio Campo di Marte per un nuovo nosocomio, giudicato negativamente per ubicazione, criteri e qualità di assistenza.

I comitati chiedono anche che i consiglieri comunali istituiscano al più presto una commissione speciale per verificare tutti gli atti dell’accordo di project financing tra la Regione e i privati, in modo da capire bene le logiche dell’intesa alle quali i cittadini finora non sono riusciti ad avere accesso.

A stimolare la risposta dei comitato è stata l’intervista del Tirreno a  Luca Pecchio, amministratore delegato della società Gesat, che ha realizzato e gestisce la concessione del San Luca. Ecco quanto sostengono i comitati:

“Una prima considerazione può essere proprio sul carattere dei contratti che sottintendono l’attività di Gesat, a suo tempo sono stati richiesti accesso agli atti proprio perché i cittadini si rendano conto di quello che è stato firmato e accettato dalle Pubbliche Amministrazioni, ma detti accessi sono stati rifiutati. Chiaramente il privato lamenta la mancanza di quei guadagni che prevedeva, ma è logico che la gestione di un ospedale debba dare guadagno? Come possono le pubbliche amministrazioni permettere il guadagno sulla salute dei cittadini? Del San Luca e degli altri 3 ospedali in project financing, sarebbe opportuno si interessasse una commissione regionale speciale, che speriamo i consiglieri regionali abbiano presto il coraggio di chiedere ed istituire e che avrebbe pieno accesso a tutti gli atti.

“Posti letto, qua si rasenta la farsa, dopo smentite ufficiali, dopo un grande polverone innalzato per nascondere la realtà, si dichiara: “Ci sono intere stanze che non sono mai state aperte. Basta vedere il progetto iniziale: i posti letto previsti erano 410, ma a oggi la Regione ne ha autorizzati solo 330”. Quindi è vero quello che era sostenuto da vari comitati e sindacati, mancano 80 posti letto e parrebbe che di conseguenza anche il personale sia ridotto. Ma il sindaco Tambellini, i membri della conferenza dei sindaci, in questi anni dove erano? Quando i comitati denunciavano l’impoverimento della sanità lucchese venivano derisi, poi vediamo che la gente non va a curarsi al San Luca, va magari a Pisa o Firenze, loro non ne sanno nulla? Potrebbero i consiglieri comunali interessarsi della vicenda?

“Ma l’intervista a Pecchio porta anche altri dati: “Per i quattro ospedali Asl corrisponde a Gesat circa 54 milioni l’anno: di questi 7-8 sono per gli oneri derivati dalla costruzione dei presidi, mentre gli altri 37 sono a pagamento dei servizi non sanitari in concessione. Solo per Lucca, ad esempio, l’azienda dovrebbe fatturare circa 850mila euro al mese più Iva.” E poi “Dai quattro ospedali avremmo dovuto incassare 3 milioni e 700mila euro e invece facciamo fatica ad arrivare a un milione e 200mila. Su Lucca incassiamo appena 200mila euro tra parafarmacia, edicola, bar, banca e parcheggio. La previsione era di arrivare a 700-800mila euro l’anno”. Per Pecchio la soluzione sarebbe quella di chiudere completamente il Campo di Marte, ma potremmo anche rovesciare la prospettiva, parrebbe dai suoi dati che il San Luca sia un fallimento sanitario e finanziario, cerchiamo di salvare il salvabile.

“La comunità lucchese acquisti l’area del campo di Marte per farne il polo sanitario della città, le fondazioni bancarie hanno speso cifre ingentissime per creare l’IMT, pensiamo, potrebbero impegnarsi assieme ad altri operatori anche per acquistare l’area, creando un apposita Fondazione senza scopo di lucro, preservandone l’esclusiva vocazione sanitaria, affittando all’ ASL i padiglioni necessari per i servizi che non trovano posto al San Luca, per la direzione amministrativa e per un vero eliporto funzionale all’area sanitaria e alle altre Amministrazioni Pubbliche ( Vigili del Fuoco, Polizia, Carabinieri). Mantenendo gli spazi necessari alla costruzione, nei prossimi 10-15 anni del nuovo padiglione urgenze-acuto che completerebbe il nuovo Ospedale Campo di Marte. In questo modo i nostri figli e nipoti avrebbero un ospedale efficiente, controllato dalla comunità lucchese, collegato all’università pisana e fiorentina, che si inserisce nel complesso della sanità pubblica, ma mantiene le eccellenze sanitarie che la pianificazione regionale ha distolto da Lucca.

“Il San Luca che a quel punto sarà già vecchio, potrà esser venduto o riqualificato ad altra funzione”.