Comunicati stampa / I vescovi plaudono alla scelta di Pistoia

Pubblico il comunicato stampa del vescovi toscani in cui, tra l’altro, si plaude alla scelta di Pistoia capitale della cultura.

CONFERENZA EPISCOPALE TOSCANA

Lunedì 1 febbraio si è riunita all’Eremo di Lecceto (Firenze) la Conferenza Episcopale Toscana. I Vescovi hanno accolto calorosamente monsignor Roberto Filippini, Vescovo di Pescia, monsignor Andrea Migliavacca, vescovo di San Miniato, e monsignor Giovanni Roncari, vescovo di Pitigliano Sovana Orbetello, che hanno recentemente fatto il loro ingresso nelle rispettive diocesi e quindi nella CET.

In apertura dei lavori il Cardinale Giuseppe Betori, Arcivescovo di Firenze e Presidente della Conferenza Episcopale Toscana, ha riferito sulla recente riunione del Consiglio Episcopale Permanente, in cui è risuonato un corale ringraziamento per la cordiale accoglienza di cui la Chiesa e la città di Firenze si sono fatte interpreti, a partire dal generoso servizio dei volontari, in occasione del Convegno Ecclesiale Nazionale dello scorso novembre. I Vescovi toscani si sono uniti al ringraziamento alla Chiesa fiorentina e al suo pastore per il grande contributo dato all’organizzazione dell’evento. Hanno inoltre manifestato la loro soddisfazione per il proficuo svolgimento dei lavori del Convegno, illuminati dalla presenza e dalle parole del Santo Padre, e si sono dichiarati pronti ad accogliere gli impulsi offerti alla Chiesa italiana in ordine allo stile sinodale, al primato della carità, al dialogo, alla missionarietà.

La Conferenza ha salutato con soddisfazione la scelta di Pistoia come capitale italiana della cultura per il 2017, esprimendo la consapevolezza che la dimensione religiosa, e cattolica in particolare, è un aspetto che ricopre un ruolo fondamentale nella storia della città e del territorio e quindi anche in questo riconoscimento. Perciò i Vescovi si sono detti disponibili a collaborare con le istituzioni perché questa occasione offra anche l’opportunità di far emergere come le radici cristiane siano un elemento determinante nella fioritura artistica, culturale e sociale della Toscana attraverso i secoli.

Di fronte alle problematiche che si addensano intorno alla concezione della famiglia nella sua identità di unione fra un uomo e una donna aperta alla generazione, i Vescovi toscani hanno ribadito il pericolo che nasce dall’assimilare ad essa altre forme di unione interpersonale. Il riconoscimento del valore della famiglia fondata sul matrimonio è legato anche al suo indispensabile ruolo sociale e va sostenuto, a livello nazionale come a livello locale, con adeguate politiche che promuovano la natalità, il ruolo della donna, la stabilità dell’unione matrimoniale, il ruolo e la responsabilità educativa nei confronti dei figli, i compiti assistenziali verso le persone più fragili (malati, anziani…) che la famiglia accoglie al proprio interno.

La Conferenza Episcopale Toscana ha accolto con convinta adesione la decisione del Santo Padre di innovare le forme di accertamento della validità del vincolo matrimoniale, per renderle più vicine alla gente, più celeri e più semplici nella modalità, oltre che accessibili a tutti anche dal punto di vista economico. I Vescovi assumono consapevolmente la loro responsabilità di giudici anche in questo campo e utilizzeranno a proposito sia i tribunali diocesani che la collaborazione a livello regionale. Al riguardo ha approvato una Nota in cui dichiara che in ciascuna diocesi viene attivato il Tribunale per poter seguire da subito le cause nella forma «breviore» mentre è stata fatta istanza alla Segnatura Apostolica per poter dare forma alla collaborazione interdiocesana relativamente al trattamento delle cause nella forma ordinaria.

L’assemblea ha poi provveduto a una verifica della situazione degli Istituti Superiori di Scienze Religiosi presenti sul territorio toscano, in vista del riassetto di queste istituzioni a livello nazionale.

I Vescovi toscani hanno infine rivolto il loro invito alle comunità cristiane, nell’imminenza della Quaresima, perché in questo Anno Giubilare il tempo quaresimale sia vissuto come tempo in cui fare esperienza della Misericordia di Dio, da accogliere e da condividere con i fratelli anche attraverso quella riscoperta, che il Santo Padre ci invita a fare, del sacramento della Riconciliazione e delle opere di misericordia corporale e spirituale che fanno parte in maniera così profonda della storia del nostro territorio.

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