Contro lo smog, solo la danza del vento e della pioggia. Cosa fa la Regione?

Danza del vento e della pioggia uniche armi per combattere lo smog che ci avvelena. E’ in sostanza questa la risposta che da amministratori locali e politici – che si dimostrano impotenti e quasi rassegnati – arriva a chi, come Altra Toscana, chiede loro da anni interventi per migliorare la qualità dell’aria che è causa di crescenti danni alla salute, anche gravi e in certi casi letali. Oltre a far capire che l’unica speranza di ridurre l’inquinamento sta nelle condizioni meteo che possono disperdere o meno polveri sottili e sottilissime, politici e amministratori locali ricorrono al classico scaricabarile, accusando in pratica la Regione di non aver disposto accertamenti seri e costanti, di non prevedere azioni concrete nell’immediato e tanto meno di aver previsto e “allocato” finanziamenti per le misure contro lo smog.
L’atto di accusa più pesante contro Firenze arriva ancora dal presidente della Provincia di Lucca e sindaco di Capannori, Luca Menesini (Pd), il quale già lo scorso anno è stato degnato di minima considerazione dopo le lettere accorate inviate alla Regione per lanciare l’Sos e chiedere aiuti. Alla collega Barbara Antoni de Il Tirreno che gli chiedeva cosa si potesse fare per avviare un serio contrasto all’inquinamento dell’aria, Menesini ha risposto che ad oggi non c’è risposta da Firenze alla richiesta di interventi strutturali e finanziamenti. Nel chiedere aiuti per realizzare piste ciclabili, potenziare il trasporto pubblico, incentivare il cambio dei caminetti, e favorire il car sharing, Menesini non rinuncia a ribadire il suo scetticismo sulla possibilità che la realizzazione della nuova circonvallazione intorno a Lucca (ancora nel libro dei sogni) riduca la quantità di smog nell’aria, invece di limitarsi a spostarla. D’altra parte è noto che il sindaco di Capannori è assolutamente contrario alla realizzazione degli assi viari, se davvero si dovesse partire con la costruzione del solo tratto nord-sud, da Ponte a Moriano al casello di Capannori sulla Firenze-mare, che farebbe aumentare il transito dei Tir e dei mezzi in generale proprio sul territorio capannorese.
Ancora più scoraggiato l’assessore comunale Francesco Raspini (Pd) che spiega al Tirreno come i Piani di azione comunale “si riferiscono solo agli sforamenti delle Pm 10, non sono previste misure specifiche da adottare per le Pm 2,5. Per il 90% i Comuni sono chiamati a realizzare interventi strutturali, come le piste ciclabili, l’incentivazione all’uso di mezzi elettrici. Misure che abbiamo anche già messo in atto, seppure non si realizzano dall’oggi al domani. Per pensare di ridurre le Pm 2,5 deve cambiare il modello di sviluppo a monte, devono cambiare i processi produttivi”.
Sempre la collega Antoni, tabelle Arpat alla mano, rileva che da vari giorni si registrano nella Piana di Lucca (ma anche in altre aree della Toscana interna) preoccupanti sforamenti dei limiti per le polveri sottilissime, Pm 2,5, ancora più pericolose delle polveri sottili Pm 10. Dall’inizio dell’anno gli sforamenti sul Pm 2,5 sono una trentina e si sono incrementati negli ultimi giorni, complice anche il grande flusso di arrivi per i Comics all’inizio di novembre. E già sono ricominciati anche gli sforamenti per il Pm 10.
Se così stanno le cose, è inevitabile chiedersi come i colleghi di partito di Menesini e Raspini, eletti dai lucchesi in consiglio regionale, intendano sostenere il pressing su Firenze perché la Regione accolga le richieste di aiuto contro lo smog. In consiglio regionale siedono i consiglieri Stefano Baccelli e Ilaria Giovannetti, mentre Marco Remaschi è assessore regionale. Intendono attivarsi?
Intanto sarebbe opportuno che dal mondo degli amministratori e dei politici si desse cenno di interesse ai quesiti che poniamo da due anni e che insisteremo a porre, nella speranza di avere prima o poi risposte su cosa comunque è possibile fare in concreto per migliorare la qualità dell’aria che respiriamo. Ecco i quesiti.
1) Cosa vieta, e si è mai provato, di fare un accordo tra Comuni, ministero e Polstrada per controlli mirati e costanti al fine di togliere dalle strade i veicoli diesel più inquinanti?
2) Cosa impedisce di coinvolgere le società del gas in una politica che incentivi e sostenga le famiglie che intendono passare dal riscaldamento a legna del caminetto a quello a metano, invece di chiedere cifre insostenibili per mettere la tubatura necessaria per gli allacciamenti?
3) Cosa frena il sistematico controllo del rispetto dei limiti di temperatura negli uffici pubblici? E’ un problema di impianti centralizzati e di programmazioni rigide? Non si può, in questo caso, affrontare e risolvere la situazione?
4) E’ sistematica la chiusura del riscaldamento nei giorni in cui questi uffici, o scuole, sono chiusi?
5) Cosa frena un maggior numero di verifiche attente sul reale impatto delle centraline a biomasse che stanno spuntando come funghi?
6) Quali intoppi ci sono e come si possono accelerare i lavori nei cantieri per la realizzazione del secondo binario tra Lucca e Pistoia? E cosa si fa per agevolare il ricorso alla ferrovia per il trasporto del prodotto delle aziende, come ha fatto la cartiera Lucart, che ha spostato su rotaia parte del trasporto di materia prima e prodotto finito?
7) Cosa si fa per stare col fiato sul collo dell’Asl perché certifichi, con una seria indagine epidemiologica, l’incidenza delle polveri sottili nelle malattie dell’apparato respiratorio e cardiovascolare e indichi tutti i possibili provvedimenti per una campagna di prevenzione? Si è mai fatta una richiesta del genere ai vertici della sanità pubblica e alla Regione?
8) Perché non si preme sulla Regione perché potenzi il personale dell’Arpat per incrementare i controlli sulle emissioni delle attività industriali e artigianali, grandi e piccole?
9) Si ritiene ancora corretta la scelta di realizzare gli assi viari e il nuovo ponte sul Serchio? C’è la certezza documentata che contribuiranno a diminuire lo smog, invece di limitarsi a spostarlo in altre zone? Cosa si fa, in ogni caso, per risolvere i problemi che, per ora, fanno continuamente slittare le tempistiche per le realizzazioni annunciate?
10) Quanti controlli si sono fatti, e con quali risultati, per verificare il rispetto delle ordinanze sulle targhe alterne e lo stop degli abbruciamenti nelle campagne e dell’uso di caminetti non a norma?
11) Quante persone hanno chiesto e ottenuto contributi pubblici per cambiare i vecchi caminetti inquinanti con quelli di moderna generazione?