Contro lo smog, solo la danza del vento e della pioggia

Ventuno superamenti dei limiti per la concentrazione di polveri sottili nell’aria (Pm10) rilevati in un mese, dal 20 novembre al 20 dicembre, dalla centralina Arpat di Capannori e sette indicati da quella di San Micheletto, nel cuore del centro storico. L’assalto dello smog non si ferma ma, nonostante gli annunci dell’arrivo di misure efficaci varate dal piano regionale, l’unica risposta che arriva dai Comuni sono le ordinanze palliativo che fermano (in teoria, visti gli scarsi controlli) le auto fino a euro 2 e vietano l’accensione di fuochi e caminetti. Ordinanza, questa, per cui non si è letta notizia di controlli effettivi e soprattutto di sanzioni.  La realtà è che l’unico antidoto al veleno che si respira a Lucca e nella Piana, maglia nera i Toscana per lo smog, resta la danza del vento e della pioggia.

 Dal mondo egli amministratori e dei politici non i registra, da anni, interesse né risposta nemmeno a quesiti terra terra.  Li ricordiamo.
1) Cosa vieta, e si è mai provato, di fare un accordo tra Comuni, ministero e Polstrada per controlli mirati e costanti al fine di togliere dalle strade i veicoli diesel più inquinanti?
2) Cosa impedisce di coinvolgere le società del gas in una politica che incentivi e sostenga le famiglie che intendono passare dal riscaldamento a legna del caminetto a quello a metano, invece di chiedere cifre insostenibili per mettere la tubatura necessaria per gli allacciamenti?
3) Cosa frena il sistematico controllo del rispetto dei limiti di temperatura negli uffici pubblici? E’ un problema di impianti centralizzati e di programmazioni rigide? Non si può, in questo caso, affrontare e risolvere la situazione?
4) E’ sistematica la chiusura del riscaldamento nei giorni in cui questi uffici, o scuole, sono chiusi?
5) Cosa frena un maggior numero di verifiche attente sul reale impatto delle centraline a biomasse che stanno spuntando come funghi?
6) Quali intoppi ci sono e come si possono accelerare i lavori nei cantieri per la realizzazione del secondo binario tra Lucca e Pistoia? E cosa si fa per agevolare il ricorso alla ferrovia per il trasporto del prodotto delle aziende, come ha fatto la cartiera Lucart, che ha spostato su rotaia parte del trasporto di materia prima e prodotto finito?
7) Cosa si fa per stare col fiato sul collo dell’Asl perché certifichi, con una seria indagine epidemiologica, l’incidenza delle polveri sottili nelle malattie dell’apparato respiratorio e cardiovascolare e indichi tutti i possibili provvedimenti per una campagna di prevenzione? Si è mai fatta una richiesta del genere ai vertici della sanità pubblica e alla Regione?
8) Perché non si preme sulla Regione perché potenzi il personale dell’Arpat per incrementare i controlli sulle emissioni delle attività industriali e artigianali, grandi e piccole?
9) Si ritiene ancora corretta la scelta di realizzare gli assi viari e il nuovo ponte sul Serchio? C’è la certezza documentata che contribuiranno a diminuire lo smog, invece di limitarsi a spostarlo in altre zone? Cosa si fa, in ogni caso, per risolvere i problemi che, per ora, fanno continuamente slittare le tempistiche per le realizzazioni annunciate?
10) Quanti controlli si sono fatti, e con quali risultati, per verificare il rispetto delle ordinanze sulle targhe alterne e lo stop degli abbruciamenti nelle campagne e dell’uso di caminetti non a norma?
11) Quante persone hanno chiesto e ottenuto contributi pubblici per cambiare i vecchi caminetti inquinanti con quelli di moderna generazione?