Cordoni, terzo mandato alla Confcommercio per frenare l’emorragia di negozi in centro

Dovrebbe essere una conferma nel segno della continuità, ma c’è qualcosa di nuovo nella rielezione di Ademaro Cordoni alla guida della Confcommercio. Il presidente uscente arriva come candidato unico per il suo terzo mandato, ma soprattutto come garante di tutti e mediatore tra le diverse posizioni che si registrano tra i commercianti della provincia. Fino qualche mese fa, era data per certa una candidatura alternativa, quella di Antonio Fanucchi, esponente regionale e nazionale dell’associazione e a lungo alla guida dei commercianti della Piana di Lucca. Ma sembra che su di lui non si siano trovati consensi convinti da parte dei titolari dei negozi del centro storico di Lucca e, in parte della Versilia.

Una situazione di cui alla fine si è preso atto nell’intento di evitare scontri che, in passato, avevano creato rilevanti problemi tra le varie componenti della Confcommercio, in particolare quella lucchese e quella versiliese. Proprio le capacità di mediazione e la stima di cui gode Cordoni avevano permesso di superarle.

E’ da vedere ora se il presidente saprà mediare anche tra le diverse linee che si avvertono nell’associazione, in particolare per il rapporto tra i commercianti del centro storico e l’amministrazione comunale.

Cordoni ha retto il mandato che sta per finire puntando su un confronto collaborativo con l’amministrazione comunale di centrosinistra, dalla quale i commercianti (tendenzialmente elettori del centrodestra) si aspettavano molto dopo i cinque anni di governo del sindaco Mauro Favilla (Forza Italia), che aveva assai le aspettative della categoria.

Per un po’ è parso che tra Confcommercio e nuova giunta ci fosse una discreta sintonia, anche per la predisposizione all’ascolto dell’assessore Giovanni Lemucchi. Ma negli ultimi tempi qualcosa è cambiato. Non sono passate inosservate le dure reazioni, con interventi sui giornali, soprattutto da parte del direttore Rodolfo Pasquini e del presidente della commissione centro storico della Confcommercio, Giovanni Martini. Parecchie le questioni al centro di contrasti sempre più evidenti, che Cordoni inizialmente ha lasciato manifestare ai vari organi dell’associazione, ma che ultimamente ha cominciato a coprire aggiungendo la sua firma in calce ai comunicati.

Tra i principali motivi di dissenso verso l’operato dell’amministrazione comunale ci sono scelte e mancate realizzazioni che penalizzano proprio il centro storico, all’interno del quale operano ancora circa 700 negozi, gran parte dei quali però destinati al turismo mordi e fuggi. Punti vendita delle grandi catene, attività di ristorazione veloce, esercizi di intimo, souvenir e bigiotteria, e ora minimarket e hamburgerie hanno in breve tempo cambiato il volto della città, in peggio, mettendo in sofferenza le attività delle tradizionali famiglie del commercio, già in crisi per il lievitare dei costi degli affitti dei fondi dentro le Mura e per la concorrenza delle vendite sul web, nei grandi centri commerciali e nei discount.

Per quello che resta della categoria tradizionale, ancora forte dentro la Confcommercio, è allarme rosso. Alcuni tra i commercianti più noti per resistere hanno trasferito la loro attività fuori delle Mura, ma gli altri sono decisi a rimanere dentro il centro storico, magari spostandosi nelle vie meno centrali dove gli affitti sono più accessibili.

Per frenare l’emorragia e rivitalizzare la città dentro le Mura – ormai una Disneyland per turisti mordi e fuggi, nella quale sono rimasti appena 8.600 residenti (in gran parte anziani, quasi spariti i bambini) rispetto ai 27.000 del censimento del 1951 – la Confcommercio chiedeva all’amministrazione comunale azioni concrete per riportare funzioni (uffici) e residenti nel centro storico, ristrutturare il cadente e semiabbandonato Mercato del Carmine (ortofrutta) per farne un grande polo di attrazione, sullo stile del mercato di San Lorenzo a Firenze, e realizzare un parcheggio da un migliaio di posti all’interno della ex Manifattura.

Richieste al momento rimaste lettera morta, alle quali si sono aggiunte decisioni fortemente contestate dalla Confcommercio. Su tutte, la scelta di trasferire fuori delle Mura una delle poche funzioni rimaste in città, il mercato ambulante bisettimanale, la decisione di imporre lo stop alla musica nei locali alla mezzanotte, le multe salate per chi espone cartelli e insegne non autorizzati, il rifiuto di favorire l’accesso nella Ztl nelle ore serali e di fermare alle 18 il pagamento della sosta nel centro storico.

Pressato dalle componenti che vorrebbero dal presidente un atteggiamento più aggressivo nei confronti della giunta, Cordoni, che sarà rieletto nell’assemblea del 23 giugno, dovrà ora cercare di ottenere dall’amministrazione comunale risposte concrete e anche cambiamenti di rotta. Pur conoscendone le capacità e l’esperienza,  il compito pare impegnativo.