Corsa a sindaco: ambizioni sì, programmi no

Fanno un gran favore al sindaco Alessandro Tambellini e all’amministrazione comunale uscente i potenziali avversari nelle elezioni amministrative della primavera 2017. Al lungo elenco di annunci e progetti che da Palazzo Orsetti, sede del Comune, arrivano ormai a getto continuo – secondo una consumata regia alla quale nessuno sembra in grado di sfuggire alla vigilia di una tornata elettorale -, da parte dei possibili antagonisti all’interno del centrodestra e del centrosinistra non si oppone per ora uno straccio di programma alternativo. E il discorso vale anche per la galassia del M5S, nella quale si assiste a scontri interni che per ora sembrano aver ottenuto il risultato di bruciare come candidato sindaco l’unico consigliere pentastellato in consiglio comunale, l’oculista Laura Giorgi, non troppo amata dal popolo del web.

L’elettore lucchese sa quindi, almeno a grandi linee,  qual è la revisione degli strumenti urbanistici perseguita da Tambellini, e conosce le sue promesse per le nuove rotatorie e altri interventi per la viabilità, lo spostamento del mercato ambulante, il recupero di quello dell’ortofrutta (Carmine), la valorizzazione e promozione delle iniziative nel nome di Puccini e dei grandi musicisti lucchesi, il riutilizzo della ex Manifattura con tanto di spazi per la sosta, e via dicendo. Può darsi che, come obbiettano i detrattori, siano soltanto parole, che ci siano gap consistenti da colmare tra gli annunci e le realizzazioni. E chi siano anche scelte sbagliate, contestabili o insufficienti: ma è innegabile che la città già conosce quanto meno cosa vorrebbe fare il sindaco uscente.

Nessuna alternativa è invece dato di conoscere nei programmi di governo di chi a Tambellini vorrebbe strappare lo scettro. E’ vero che non si possono pretendere indicazioni da candidati in pectore che ancora non hanno ufficialmente accettato o che tentennano, ma qualcosa di più ci si aspetterebbe almeno dalle forze politiche, dalle liste civiche, dai gruppi e dai potentati che sostengono i potenziali avversari del sindaco uscente.

Qualche piccolo sforzo si è notato, su singoli settori e problemi, da parte di due liste civiche dell’area di centrodestra, Alternativa Civica e Agenda per Lucca, ma tacciono su questo versante Forza Italia, Lega Nord e Fratelli d’Italia. Critiche all’operato di Tambellini a parte, poco o nulla si conosce dei progetti alternativi anche nella parte del Pd che non lo vorrebbe ricandidare, preferendogli il consigliere regionale ed ex presidente della Provincia, Stefano Baccelli, sempre che accetti la candidatura alle primarie. Un passaggio che Tambellini peraltro rifiuta, pronto a correre con una sua lista. Nelle primarie Baccelli troverebbe invece il presidente del consiglio comunale Matteo Garzella, il quale potrebbe essere preso in considerazione dal partito anche per la semplice partecipazione, e tornare così in consiglio comunale con qualche ruolo, per il terzo mandato.

Per la verità in ambienti del Pd che premono per arrivare alla presentazione di una candidatura al femminile si spinge perché alle eventuali primarie possa essere presente anche una donna. Da tempo si fa il nome della direttrice della Caritas, Donatella Turri, ma non viene del tutto esclusa l’ipotesi che ci possa essere spazio per Marialina Marcucci, già vicepresidente della Regione Toscana. Sarebbe questa una candidatura forte, non certo di complemento, difficile da battere anche per Baccelli.

I travagli del Pd non finiscono però qui. In ambienti che vanno dal comparto imprenditoriale a quello bancario, dal settore sociale al mondo cattolico c’è chi non smette di lavorare per convincere Andrea Tagliasacchi, già presidente della Provincia prima di Baccelli e attuale sindaco di Castelnuovo Garfagnana, a correre davvero per la conquista del Comune di Lucca. Una candidatura trasversale, che ingloberebbe anche aree del centrodestra e che, ad esempio, potrebbe non essere scartata a priori dalla lista Alternativa Civica. A Tagliasacchi, che pare aver proprio rotto col suo partit0, il Pd, potrebbe tra l’altro dare una mano un altro ex sindaco dem, Giorgio Del Ghingaro, già primo cittadino per due mandati a Capannori e poi a Viareggio, dove è decaduto – per ora – per contestazioni sulla consultazione elettorale che attendono la decisione di appello del Consiglio di Stato. Se la nullità del voto fosse confermata, Del Ghingaro potrebbe decidere di correre di nuovo a Viareggio, con la sua lista o anche come candidato ufficiale del Pd (più difficile), ma potrebbe anche scegliere di tornare dalla Versilia a Lucca, più probabilmente per appoggiare Tagliasacchi con il suo gruppo. Anche se non è da escludere che Del Ghingaro possa lanciare la sua personale candidatura per la guida di Palazzo Orsetti.

In un quadro così fluido, torna peraltro a muoversi il centrodestra che ha in programma nuovi incontri plenari tra i diversi partiti e le diverse liste, mirati a trovare un progetto comune e una candidatura condivisa. Sul tappeto rimangono quelle di Michele Francesconi (Agenda per Lucca) , degli ex assessori della precedente giunta Favilla, Moreno Bruni e Donatella Buonriposi, e dell’ex presidente del consiglio comunale Marco Agnitti. L’obiettivo vero è tuttavia porre le condizioni perché la candidatura possa essere accettata da un personaggio del mondo delle professioni, assai conosciuto, di cui si parla da tempo e che potrebbe essere indotto a rompere gli indugi solo se ci fosse un quadro chiaro in un centrodestra veramente unito.  Per quanto riguarda infine l’area della sinistra sempre più probabile appare l’appoggio a Tambellini, mentre le scelte sono tutte da definire un M5S che appare assai diviso.

Resta in ogni caso la questione di fondo: Tambellini va avanti con decisione nell’annuncio del suo programma e nella inaugurazione di tutte le opere che potrà portare a compimento di qui alle elezioni. Dei progetti alternativi dei suoi avversari – potenzialmente assai numerosi – non c’è traccia. Ma non è affatto vero che è presto per conoscerne l’effettivo impegno e le conseguenti proposte: è proprio sulle scelte per il futuro di Lucca che gli elettori vorrebbero essere messi in grado di decidere.