Corsa a sindaco, giochi fatti per Tambellini?

Vento in poppa per il sindaco uscente, Alessandro Tambellini (Pd), che conferma al partito l’intenzione di candidarsi alla guida della città per un altro mandato nel quale terminare il lavoro avviato, a partire dalla definitiva approvazione del piano strutturale, che però potrebbe arrivare ancora prima che si vada al voto per le comunali, nella primavera del 2017.

Tambellini, come ha ufficialmente scritto al Pd, è pronto  lanciare di nuovo la sfida, ma sarà il candidato dei democratici solo se non ci saranno primarie, che giudica un chiaro atto di sfiducia nei confronti del suo operato, oltre che una scelta dirompente per l’unità di un partito anche troppo lacerato.

Le conseguenze della resa dei conti nel Pd.

A rafforzare la posizione del sindaco c’è il delicato momento della componente renziana, maggioritaria a Lucca, ma alle prese con le conseguenze della sconfitta al referendum e con la resa dei conti in arrivo nel partito, non solo a livello nazionale.  Se le decisioni fossero prese oggi, con ogni probabilità Tambellini sarebbe il candidato sindaco del centrosinistra, esonerato dalle primarie che continua a chiedere con insistenza soltanto il presidente del consiglio comunale, Matteo Garzella, il cui agitarsi non riscuote grandi consensi nemmeno nel Pd. Da vedere se, chiamando in soccorso lo statuto, Garzella non riuscirà comunque a trovare un numero sufficiente di iscritti disposti a sottoscriverne la candidatura e a chiedere le comunque le primarie.

Aria di accordo.

Al momento, si dà per prevalente, tra i dem, la tesi che punta su un accordo tra Tambellini e renziani per evitare una guerra che nuocerebbe a tutti e che porterebbe il sindaco uscente a candidarsi fuori dal Pd, con una sua lista sostenuta da altre aggregazioni civiche. Poco peso si dà poi alle pretese di Garzella, anche se forse sbaglia chi pensa nel partito che sarà facile farlo uscire di scena.

Ipotizzando che a guidare il centrosinistra ci sia infine una sola aggregazione (Pd, liste civiche e forse qualche spezzone di sinistra) che appoggia Tambellini, per il sindaco uscente la partita sembrerebbe davvero in discesa. In primo luogo è l’unico candidato in grado di presentare alla città un progamma che, piaccia meno, è noto, definito e confermato. In secondo luogo, Tambellini pare in questa fase senza avversari che possano fargli ombra.

Centrodestra in affatto e diviso, M5S attardato.

Il centrodestra stenta a ritrovare unità e deve fare i conti con le candidature già annunciate dall’ex assessore Marco Chiari, a capo della lista Alternativa civica, e dallo storico dell’arte pisano Luca Nannipieri. Oltre al rischio di arrivare al voto con 4-5 candidati e liste diverse, destinate al disastro come nel 2012, il centrodestra dei partiti (Forza Italia, Lega Nord, Fratelli d’Italia) è poi alle prese con la difficoltà di trovare il candidato carismatico che ancora non viene allo scoperto.

Grandi insidie, per  un Tambellini bis, non si avvertono nemmeno dall’area del Movimento Cinque Stelle, che a Lucca non ha ancora una identità  sufficientemente conosciuta ed esponenti di una qualche notorietà, se si eccettua il consigliere comunale Laura Giorgi, oggetto peraltro di critiche e attacchi da altre componenti del movimento. L’onda lunga del consenso sul web e in campo nazionale sarebbe comunque forte, ma è difficile che possa non pesare la mancanza di programma, candidato e squadra ancora da individuare e proporre.

Possibili mutamenti nello scenario.

Giochi fatti per Tambellini, allora? Se si votasse oggi, quasi certamente sì. Ma sarebbe un azzardo escludere una evoluzione del quadro a partire dalle prossime settimane. Sulle scelte del Pd locale influirà l’andamento del serrato confronto nazionale nel partito: dovesse rimanere in sella Matteo Renzi al termine del drammatico braccio di ferro che si profila, nulla esclude che i renziani lucchesi tornino a insistere sulle primarie e, soprattutto, a lavorare per  sostituire il sindaco uscente con il consigliere regionale Stefano Baccelli. Il quale, pur non negando il suo sogno di fare il sindaco  di Lucca,  resta al momento alla finestra, considerando anche lo spazio che potrebbe per lui aprirsi nelle elezioni politiche che sembrano in arrivo.

Se anche nel Pd prevalesse comunque un accordo  sulla candidatura  Tambellini, non è detto che da qui a primavera il centrodestra non trovi poi il modo di ricompattarsi e di individuare il candidato  carismatico che cerca, accelerando i tempi per cominciare a presentare uno straccio di programma che vada oltre la critica e venga percepito come reale e più apprezzabile alternativa nel governo della città.  Stesso discorso vale per il M5S, al quale non resta molto tempo per presentare i suoi volti e i suoi progetti per Lucca.

Distacco presto incolmabile.

La  partita insomma può essere ancora aperta, ma se avversari interni del sindaco uscente, liste di   centrodestra e pentastellate non si danno una mossa, diventerà presto incolmabile il distacco da Tambellini, già scattato dai box e ben allenato per la corsa.