Da Firenze a Montesenario a piedi. Nel segno della madonna. Come i 12 bottegai fiorentini del XIII secolo…

Nella Toscana anticlericale e rossa (per la verità sempre meno rossa) guai a toccare la Madonna. La si bestemmia magari anche con fertile fantasia, ma le si vuole bene, le si chiedono le grazie e si implorano i miracoli.  C’è ad esempio  chi di notte va a piedi a Montesenario e la madonna di Montenero mette d’accordo persino livornesi e pisani. Martedì 15 maggio, in occasione della  festa della madonna di Montenero, patrona della Toscana, è toccato alla diocesi di Pisa portare nel santuario labronico l’olio per la lampada votiva. Insomma la madonna mette d’accordo anche pisani e livornesi.

Ma è la 33° marcia dei Servi di Maria (ordine religioso fiorentino, che annovera  tra i suoi frati più famosi il poeta David Turoldo, Giovanni Vannucci e il biblista Alberto Maggi) forse l’evento più affascinante. Oltre 500 pellegrini mariani, tra sabato e domenica, si sono recati a piedi da Firenze a Montesenario, in tutto 20 chilometri, percorsi durante la notte, per simboleggiare la ricerca dell’alba, della luce.

La marcia è partita alle 21 di sabato dalla Santissima Annunziata, la basilica fiorentina dove ogni mattina sostava in preghiera Giorgio La Pira sindaco  prima di recarsi  a Palazzo Vecchio.. Da Firenze a Fiesole, dove alle 23,30 i pellegrini sono stati accolti in Duomo dal vescovo mons. Mario Meini. Da Fiesole a Montereggi, a pochi chilometri di distanze, dove la marcia è arrivata all 2,30 di domenica 13 maggio ed è stata accolta dal parroco don Roberto Peruzzi. “La chiesa di Sant’Ilario a Montereggi, una delle più antiche della diocesi fiesolana, ci ha accolti  per la seconda sosta nel cuore della notte con il saluto del parroco e l’animazione delle Suore Serve di Maria delle comunità di Firenze, le quali ci hanno aiutato a riflettere sul tema “Ri-andare alla sorgente per amare come Gesù ci ha amati”, spiegano gli organizzatori.

Montereggi deriva il suo nome da “Montis regii”, ossia l’altura dove venne ucciso Radagasio, re degli Ostrogoti, durante l’invasione barbarica del 408 d. C.. Il successivo passaggio a Vetta Le Croci ci riporta infatti al luogo, dove si estende un’interminabile successione di sepolture di uomini caduti in quella battaglia. “Ricordare oggi quella immane strage ci è di monito nello stigmatizzare ogni guerra, soprattutto quando lo scontro dei popoli non lascia spazio all’incontro delle culture. Spunto di riflessione non trascurabile questo, se guardiamo alla nostra realtà storica contemporanea”, spiegano gli organizzatori.

 Di nuovo in cammino fino a casa Sant’Antonio Pucci, ore 5.45. L’alba stava intanto nascendo e la luce iniziava a illuminare il cammino dei pellegrini che infine sono arrivati a Montesenario, 800 metri di altezza, alle 7,30. Montesenario è il luogo dove 12 mercanti e bottegai di Firenze  si rifugiarono agli inizi del 12oo.  E fondarono l’unico ordine religioso dedicato a Maria.