Di Simo, accordo raggiunto: il Caffé caro a Puccini può ripartire

Può finalmente riaprire, se ci saranno nuovi gestori, lo storico Caffè Di Simo, il ritrovo di Puccini, Carducci, Pascoli, Pea, Mascagni e tanti altri musicisti e letterati tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novento. Il Caffè, uno dei pochi locali – in stile liberty – rimasti nel centro storico di Lucca, è chiuso ormai da cinque anni. All’origine dello stop, un complesso contezioso sui lavori da fare per consolidarlo in alcune parti e soprattutto sull’accollamento delle spese.

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Argomenti sui quali la proprietà, assistita dall’avvocato Alessandro Frangiamore di Pisa, e la società di gestione, la Cogea Srl di Orvieto, assistita dall’avvocato Maria Talarico di Lucca, non riuscivano a trovare un accordo. Nell’ottobre del 2016, come aveva scritto Luca Tronchetti su Il Tirreno, era sembrato che fosse possibile un’intesa in base alla quale la Cogea avrebbe assunto direttamente la gestione, in precedenza girata ad altra società. Si era parlato della possibile apertura per il periodo del Comics 2016, a inizio novembre, ma poi l’ipotesi era sfumata.

 

Chiavi alla proprietà

Dopo altri mesi di trattativa gestita dai legali delle parti, questa mattina si è arrivati all’intesa definitiva, con una transazione globale. La Cogea ha quindi restituito le chiavi alla proprietà, che adesso non ha più alcun impedimento per trovare nuovi gestori. A scoraggiare la Cogea dal proseguire nella gestione, costi per i lavori a parte, il grande impegno economico che un  locale come il Di Simo richiede, tra personale e altri costi fissi. Senza considerare il sacrificio personale nel tenere aperto un Caffè dalla mattina a tarda notte.

Sale per meeting, spettacoli e ristorazione

L’ultima gestione aveva utilizzato le ampie sale del Caffè per farne anche luogo di incontri e dibattiti, puntando in particolare su piccoli spettacoli e musica all’ora di cena e dopo cena. Oltre al servizio del bar, nel Caffè aveva funzionato anche un ristorante self service, molto apprezzato da turisti e non. Nonostante i non indifferenti oneri di gestione, l’auspicio della città tutta è che adesso la fama del Di Simo consenta di trovare nuovi gestori che riaprano nel centro storico uno dei più apprezzati luoghi di aggregazione.