E i consiglieri regionali pensano più al referendum che alla Toscana

Quando ero al Tirreno e colpivamo i privilegi della Regione, nel Palazzo facevano le spallucce: “Ragazzi, stamani un’altra lancisata”. Poi le lancisate sono finite (e per fortuna anche certi privilegi come i vitalizi, grazie anche alle nostre battaglie). Ma stamani, sul blog Altra Toscana, ho voglia di farne un’altra lancisata, e i consiglieri regionali portino pazienza.

Chiedo loro: è giusto che in questo periodo siano indaffarati nellla campagna  referendum e, gioco forza, tralascino o ritardino l’attività per cui sono pagati lautamente (dai 10 ai 13 mila euro lordi al mese)? Succede sempre così, è successo sempre così: nei referendum e nelle elezioni i consiglieri fanno i politici quasi a tempo pieno.

Un dipendente per fare politica dovrebbe prendere le ferie: loro continuano ad essere pagati per intero. Pensate un po’ : la scorsa legislatura finirono i lavori a marzo e fino a giugno quando si insediò il nuovo consiglio i consiglieri regionali continuarono ad essere pagati.

Forse non risponderanno, o se risponderanno diranno che hanno fatto consiglio, commissione ecc. Non è possibile, con la crisi economica in cui siamo immersi, che il consiglio ad ogni elezione o referendum sia occupato “sul territorio”. Del referendum si occupino nel tardo pomeriggio o dopo  cena. Come qualsiasi politico che lavora da dipendente.