Eataly e minimarket in centro, commercianti sul piede di guerra

Sul piede di guerra i commercianti del centro storico, allarmati dal proliferare di aperture di piccoli supermercati e nuovi punti di ristorazione veloce dentro le Mura. Da uno solo (accanto al mercato del Carmine), i nuovi mini-market sono diventati già cinque o sei, mentre nella centralissima via Fillungo è in arrivo Eataly con i suoi hamburger. La Confcommercio torna quindi a chiedere con forza all’amministrazione comunale il piano delle funzioni che indichi come davvero si vuole rivitalizzare il centro storico e dare ossigeno alle attività tradizionali, altrimenti destinate a scomparire.  La nota dell’associazione di categoria sembra antiicipare un duro braccio di ferro tra commercianti e amministrazione sul piano strutturale, appena adottato
in consiglio comunale e adesso sottoposto alle osservazioni, prima della definitiva approvazione. A preoccupare i commercianti del centro è la filosofia del provvedimento nel quale ritengono che, dopo decenni, il rilancio della città dentro le Mura, con il recupero di funzioni e ritorno di residenza, non sia più una priorità.
“Il piano delle funzioni, una necessità assoluta e immediata”. E’ questo il messaggio forte e chiaro che arriva dal Sistema Confcommercio, alla luce di alcune importanti operazioni, in parte già divenute realtà e in parte ancora da realizzarsi. “Piano delle funzioni – si legge nella nota – che, come annunciato dal presidente dell’associazione Ademaro Cordoni durante l’assemblea di zona tenutasi  a Palazzo Sani, ha visto proprio di recente Confcommercio assegnare ad un professionista di sua fiducia l’incarico di lavorare alla predisposizione di questo strumento che – ovviamente – resta però di competenza dell’amministrazione comunale”.
Uno dei temi da affrontare è quello del proliferare indiscriminato di minimarket all’interno della città. Argomento, questo, su cui interviene Caterina Volpi, componente della Commissione centro storico per la zona ovest, presieduta da Giovanni Martini. “In un momento del genere – afferma Volpi – come ribadito più volte dal nostro presidente Martini, appare evidente sotto gli occhi di tutti come il centro storico sia ai minimi storici in termini di residenza, di presenza di uffici e servizi sia pubblici e privati, e debba fare i conti con un turismo che nei mesi di bassa stagione fa molta fatica. Ebbene, in questo contesto così difficile e complicato, ai limiti dell’insostenibile per i piccoli negozi, si assiste da qualche mese all’apertura senza freni di attività che, trincerandosi dietro al cavillo della superficie inferiore ai 300 metri quadrati, aprono all’apparenza come negozi di vicinato pur essendo in realtà – per merceologia messa in vendita – dei veri e propri minimarket”.
“Sino a poco tempo fa – prosegue Volpi – in città c’era una sola attività del genere, di fianco al Mercato del Carmine: ad oggi siamo già a tre, ma i negozi del genere stanno per diventare cinque, con le aperture ormai prossime di piazza San Frediano e via Vittorio Emanuele. Un’evoluzione, questa, che si sta concentrando soprattutto sulla zona ovest del centro storico, dove a breve saranno addirittura tre i minimarket esistenti, ma il problema in realtà coinvolge tutta la città. Ribadiamo con forza che è di minimarket che stiamo parlando, non certo di negozi di vicinato tradizionali. Tutto questo creerà, sì, posti di lavoro nuovi, ma al tempo stesso distruggerà il precario equilibrio esistente per tante piccole attività che rischiano di chiudere per l’eccesso di offerta rispetto alla domanda esistente”.
“Ecco perché – termina la componente della Commissione – chiediamo l’immediato blocco di queste aperture e di pari passo, la realizzazione da parte dell’amministrazione comunale di quel piano delle funzioni per cui Confcommercio si batte da anni”.
L’altro tema è quello della annunciata apertura in centro storico di una hamburgheria della catena “Eataly”. Argomento, questo, su cui interviene invece il sindacato di Fipe ristoratori Confcommercio Lucca. “Purtroppo – afferma Fipe – questo è solo l’ultimo frutto in ordine di tempo di una politica che l’esistenza di un piano delle funzioni mirato a regolamentare le attività esistenti avrebbe potuto evitare, contenendo così gli effetti devastanti delle liberalizzazioni promosse dal governo Monti in poi. Il problema è vecchio di anni, e nonostante Confcommercio ribadisca da lunghissimo tempo la necessità di questo strumento, ad oggi nessuno si è mosso in modo concreto. Ma ora non è più il tempo delle promesse. Il centro storico è completamente saturo dal punto di vista dell’offerta gastronomica, verrebbe da dire che è diventato una sorta di mangiatoia, dove quasi tutti i fondi che si liberano o sono già sfitti vengono rimpiazzati o presi da attività del comparto legato al cibo. E’ ovvio che non si possa più continuare di questo passo, la situazione è diventata inaccettabile”.
 

 

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