Ecco chi mette soldi nelle casse di Unicoop Tirreno

Unicoop Tirreno rende noti i nomi delle coop che partecipano al salvataggio. Lo fa in un comunicato che pubblichiamo integralmente. Nessun accenno al piano industriale che, si intuisce, è ormai deciso.

Ecco il comunicato.

“”Avviata l’operazione di rafforzamento patrimoniale di Unicoop Tirreno grazie all’intervento solidale delle altre cooperative di consumo e di Coopfond.

Le recenti assemblee dei soci di Unicoop Tirreno hanno deliberato l’emissione di strumenti finanziari partecipativi da proporre a altre cooperative e società del mondo Coop.
L’operazione di rafforzamento patrimoniale era diventata necessaria anche per l’entrata in vigore delle nuove regole per la raccolta del prestito sociale emanate dalla Banca d’Italia, che fissano il rapporto tra patrimonio e prestito.
Il patrimonio della Cooperativa risentiva di anni di bilanci negativi; di qui l’impegno delle altre cooperative a intervenire, consentendo a Unicoop Tirreno le condizioni di rispetto della norma e, al tempo stesso, le condizioni per mettere mano a un importante programma di rilancio.
Gli strumenti finanziari partecipativi sono infatti collegati alla attuazione di un piano industriale che si propone di riportare a reddito la Cooperativa in 3 anni e hanno come specifica destinazione quella di presidio del prestito sociale.
Le cooperative di consumo hanno costituito una società per questo intervento, con una dotazione patrimoniale complessiva di 170 milioni di euro.
Le cooperative partecipanti sono: Coop Alleanza 3.0, Unicoop Firenze, Novacoop, Coop Lombardia, Coop Liguria, Coop Centro Italia, Coop Reno e Coop Amiatina; partecipa anche Coopfond, la società di Legacoop votata alla promozione cooperativa.
Sarà questa società a sottoscrivere gli strumenti finanziari partecipativi di Unicoop Tirreno per l’importo di 170 milioni.
Tale sottoscrizione non comporta alcun ruolo nella gestione della Cooperativa, che rimane affidata al nuovo management, ma ha prerogative di nomina di componenti del Collegio Sindacale e diritti di informazione.
“Quest’operazione è il frutto di una responsabile solidarietà intercooperativa – afferma Stefano Bassi, presidente della ANCC (Associazione Nazionale Cooperative di Consumatori)- che fa ricorso a risorse interne e che ha al centro l’interesse e la tutela dei soci prestatori”.
“Si definisce così una tappa importante del percorso di revisione e rilancio approvato dal nostro Consiglio di Amministrazione – aggiunge Marco Lami, presidente di Unicoop Tirreno-, che già ha portato all’ingresso in Cooperativa di un nuovo management, all’approvazione di un piano industriale e, ora, a definire questa ulteriore garanzia per i soci e per il prestito sociale””.

You may also like...