Elezioni a Lucca, tra commissari e timori di stangata

Francesco Battistini, capogruppo Pd (non renziano) tra i più strenui sostenitori del sindaco Alessandro Tambellini, in un post sul suo profilo di Facebook è caustico: “A me – scrive – l’unico commissario che piace è  Montalbano”. La battuta, al vetriolo, la dice lunga su come parte dei dem hanno accolto a Lucca l’arrivo del commissario mandato dal partito regionale per colmare l’assenza del segretario comunale (carica rimasta vuota dopo le dimissioni di Francesco Bambini) e tentare di riportare una qualche sorta di non belligeranza tra le varie anime, che si affrontano da anni senza esclusione di colpi e che paiono ancora più bellicose in vista delle elezioni comunali della primavera 2017. Per gli anti-renziani che sostengono la ricandidatura del sindaco uscente, il quale rifiuta sdegnosamente le primarie, l’arrivo del commissario Stefano Bruzzesi è un chiaro sostegno alla linea dei renziani, maggioritari sia pure di poco nel partito a Lucca, sospettati di voler disarcionare Tambellini sottoponendolo alle primarie, nelle quali dovrebbe essere l’agnello sacrificale per decretare  la vittoria del consigliere regionale Stefano Baccelli, già presidente del Provincia.

 Fobie e fantapolitica.

Fobie? Fantapolitica? I giudizi sono discordi e destinati a cambiare rapidamente. Se è vero che la lettera inviata da Tambellini al partito – nella quale conferma di volersi ricandidare, ma senza passare dalle primarie – dà al sindaco uscente un bel vantaggio nella corsa alla guida della città, vista l’incertezza sia sulle decisioni del Pd, sia sugli sfidanti interni ed esterni, altrettanto vero è che la tregua natalizia pare foriera più di guerre che di pace. E tutto potrebbe tornare in discussione.

  L’ostinazione di Garzella.

Non per l’ostinazione con cui il presidente del Consiglio comunale Matteo Garzella (Pd) fa di tutto per avere palcoscenico in vista di una candidatura che pare pronto a presentare anche fuori del Pd, con una sua lista, salvo poi cercare di giocare di sponda con Bruzzesi e ribadire la validità dello strumento delle primarie. A turbare gli animi tra i dem sono semmai altre considerazioni che fa, ancora Garzella, in merito all’inciucio che lui vede profilarsi per un’intesa tra Tambellini e renziani, guidati dal senatore Andrea Marcucci. Per Garzella, pur di rimanere sindaco, Tambellini accetterebbe un consistente ingresso in giunta di marcucciani-renziani, evitando così le primarie contro Baccelli e sancendo una pace almeno di facciata nel partito.

 I conti senza l’oste.

L’impressione è però che Garzella stia facendo i conti senza l’oste. In questo caso Baccelli. Ad oggi, il consigliere regionale non ha sciolto la riserva per una eventuale disponibilità a candidarsi. Continua a ribadire il suo interesse per le cose di Lucca e l’ambizione di poter prima o poi fare il sindaco, ma non pare intenzionato a correre rischi di troppo in un partito lacerato come non mai, dove le sorprese sono sempre dietro l’angolo. Tra l’altro c’è odore di elezioni politiche, e Baccelli un pensierino sul posto in Parlamento potrebbe farlo, soprattutto se nel Pd si confermasse la regola del massimo di due mandati per i parlamentari.

La stangata.

A turbare i sonni dei sostenitori di Tambellini è anche un altro scenario, di cui si comincia a parlare con insistenza. Quello che vede un accordo-trabocchetto per indicare il sindaco uscente come unico candidato di un Pd riappacificato (con congrua ripartizione di poltrone), opponendogli poi un avversario di centrodestra destinato a raccogliere anche i voti di buona parte del Pd, che in questo modo riuscirebbe a scaricare Tambellini senza apparire. Un giochetto che pensa di aver già subito nel 2007, il candidato del centrosinistra Andrea Tagliasacchi, già presidente della Provincia per due mandati e ora sindaco di Castelnuovo. Sembrava destinato a vincere in carrozza, invece fu battuto a sorpresa dall’ex senatore Mauro Favilla, già per 12 anni sindaco ai tempi della Dc.

Gli outsider.

Proprio Tagliasacchi in estate si era lasciato scappare un’affermazione sulla disponibilità a candidarsi fuori dal Pd sindaco a Lucca, a capo di una lista civica di larghe intese, da destra a sinistra, sostenuta da ambienti imprenditoriali, cattolici e della società civile.

Più o meno la stessa linea che potrebbe seguire l’ex sindaco di Capannori e sindaco tornato da poco  a Viareggio, Giorgio Del Ghingaro. Il suo rientro nel Pd non è così semplice come sembrava e a Viareggio una larga parte del partito continua a combatterlo. Anche per questo Del Ghingaro lascia trapelare l’ipotesi di avere su Lucca, se non proprio la sua candidatura a sindaco, almeno una sua lista. Da vedere in appoggio a chi andrebbe.

  Centrodestra in sala di rianimazione.

A meno che dal cilindro non spunti davvero fuori, alla fine, il candidato destinato a vincere perché sostenuto sotto banco anche da parte del Pd, al momento rimangono molto faticosi i tentativi di arrivare ad una nuova coesione tra le varie anime del centrodestra, indispensabile per avere una sola lista guidata da un candidato carismatico, capace di contestare davvero l’avversario del centrosinistra. E dei Cinque Stelle, se come pare ci sarà.

Al momento i candidati certi nel centrodestra sono l’ex assessore Marco Chiari per la lista Alternativa Civica, e lo storico dell’arte pisano Luca Nannipieri, anche lui alla guida di una lista civica. I due si sono incontrati e non è da escludere un’intesa che porti a una candidatura unica. Alla loro destra è certa anche la presentazione della lista di Casa Pound, con Fabio Barsanti candidato sindaco.

Non è tra questi nomi che i partiti tradizionali del centrodestra (Forza Italia, Fratelli d’Italia e Lega Nord) più altre liste civiche d’area troverebbero però il candidato ideale, di cui sono ancora alla ricerca. Sempre che non sia destinata ad arrivare presto, come si vocifera da tempo, una candidatura di spessore pescata nel mondo delle professioni. Il timore dei tambelliniani è che possa essere proprio questa la figura destinata a concretizzare la stangata.

 Il silenzio dei Cinque Stelle.

Fino a qualche tempo fa il consigliere comunale M5S, Laura Giorgi, diceva che era presto per parlare di candidatura e che c’era tanto da lavorare ancora per la città. Ora sul versante pentastellato tutto tace, almeno per la pubblicizzazione di programmi e candidati. E’ verosimile che possano essere la sorpresa nell’urna, sempre che il caso  Raggi e le diatribe interne al movimento non ridimensionino l’appeal dei grillini. Certo è che non passa inosservato come, a pochi mesi dal voto, la città ancora nulla sappia – se non segue  i distinti gruppi sul web – chi fa parte del M5S a Lucca, cosa propone, come pensa di scegliere i candidati.  Basterà essere sotto il cappello di Beppe Grillo per fare anche a Lucca l’exploit che potrebbe non essere impossibile?

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