Elezioni comunali, si spacca anche il M5S

Tutti divisi alla meta. Al centrosinistra e al centrodestra – dilaniati da scontri interni su candidature a sindaco, linea politica e programmi – si aggiunge anche il M5S. Il fuoco che covava sotto la cenere è esploso in questi giorni su Facebook, dai cui post si è appreso che nel movimento le anime sono più d’una e che una componente di “nuovi” non pare affatto in linea con i “vecchi”, in particolare  con la consigliera comunale Laura Giorgi, alla quale non sembra proprio venga preparato un comitato di accoglienza per il lavoro che, da sola, ha fatto in questi anni in consiglio comunale, sottraendo parecchio tempo alla sua attività di affermata oculista.

Alla luce degli interventi che si leggono e delle riunioni di cui si parla, non è affatto scontato che proprio Laura Giorgi possa essere la candidata sindaco del M5s, che comunque deciderà tramite il web. In teoria la situazione potrebbe rallegrare centrosinistra e centrodestra, che contano di potersi giocare la partita tra di loro, ma non è che queste due aree stiano meglio. Ormai i partiti strutturati sono un ricordo, Pd compreso, e le manovre riguardano gruppi ristretti che, bontà loro, cercano di rifarsi il look chiamando ogni tanto iscritti, sempre meno, e simpatizzanti a esprimersi sulle candidature attraverso le primarie.

Chi pensava che in autunno, quanto meno dopo il voto sul referendum per le riforme costituzionali, si sarebbe avuto un quadro chiaro, con ogni probabilità si sbagliava. Si diceva che Pd e centrosinistra sarebbero andati avanti con le primarie per incoronare candidato il consigliere regionale ed ex presidente della Provincia Stefano Baccelli. E che il sindaco uscente, Alessandro Tambellini, non avrebbe accettato le primarie, formando una sua lista con la quale presentarsi in contrapposizione al candidato del centrosinistra, oltre che agli altri. Una ipotesi ancora gettonata, ma non così fondata come pareva appena qualche settimana fa.

Se non ci sono dubbi che Tambellini si ripresenterà, da solo o come scelta di tutto il centrosinistra, se riuscirà a ricompattare quest’area senza ricorrere alle primarie, non così certo è il sì di Baccelli a chi con insistenza (in primis il senatore Andrea Marcucci) gli chiede di puntare alla conquista di Palazzo Orsetti, sede del Comune. Non solo: si parla insistentemente, nel centrosinistra, di una possibile candidata donna (e prende forza l’ipotesi del direttore della Caritas, Donatella Turri) o di un candidato espressione di un accordo bipartisan che prefigura la nascita del Partito della Nazione a Lucca. Una persona moderata che guarda a sinistra. Ancora da individuare, però.

Non meglio vanno le cose nel centrodestra. Forza Italia è manifestamente spaccata in due tra la vecchia guardia (i consiglieri comunali Marco Martinelli e Mauro Macera) che si riconosce in Matteoli, e i rifondatori  (guidati dall’ex sindaco di Altopascio, Maurizio Marchetti) che stanno con la Bergamini e Brunetta. Ormai i due gruppi si combattono apertamente, fanno riunioni separate e non si risparmiano accuse al vetriolo. Per questo le liste civiche di area vorrebbero tener fuori dalla lista che preparano per le comunali i simboli dei partiti tradizionali del centrodestra. Ma non è affatto detto che riescano a convincere non solo Forza Italia, ma anche Fratelli d’Italia. La Lega pare decisa addirittura a presentarsi con una lista e un candidato autonomi.

In un quadro del genere sembra utopia parlare  di programmi e di progetti per  la città. Tiene banco il dibattito sul piano strutturale giunto alla fase delle osservazioni,  mentre non c’è giorno che non spunti qualche proposta urbanistica nuova. L’ultima riguarda la sede di vigili urbani che deve lasciare l’ambiente attuale agli uffici del tribunale. Una sede con le ruote, che ogni tre per due si sposta. Doveva andare nella “Cittadella della sicurezza” nell’area dell’ex ospedale Campo di Marte, poi si era parlato dell’ex comando della Guardia di Finanza fuori Porta San Pietro, non prima di aver ipotizzato anche la vecchia caserma Lorenzini in piazza S. Romano. L’ultima opzione ora è la sede dell’anagrafe in via San Paolino, dato che l’ufficio dei servizi demografici e di stato civile dovrebbe trasferirsi nella ex Manifattura.