Elezioni regionali, da chi e come scelti i candidati?

Ma in base a quale consultazione, selezione, criterio vengono scelti i candidati alle elezioni regionali al tempo degli appelli all’inclusione, al rinnovamento e alla apertura alla società civile? Sarà che in Toscana non si profila uno scontro incerto e decisivo come in Emila, sarà che Salvini non sembra intenzionato a fare un referendum su se stesso nel Granducato, sarà che i maligni parlano di patto di non belligeranza mediato da Renzi tra centrosinistra e centrodestra, sta di fatto che i partiti in generale (con rare eccezioni) non paiono per niente affannati nella ricerca di candidati che, come predicherebbe Zingaretti e qualcun altro come lui, siano frutto di inclusione  e recuperino partecipazione.

 Se ci sono, le teoriche nuove forze pronte a impegnarsi e a mettere disposizione preparazione, professionalità e capacità per ora non se le fila nessuno. Gli scontri, nemmeno tanto sotterranei, a cui stiamo assistendo per le candidature da Massa a Grosseto, da Lucca a Pistoia, da Firenze ad Arezzo e in tutta la Toscana, indicano la consueta lotta per la conquista delle poltrone tra i diversi potentati e gruppi di potere, al momento vincenti in quello che rimane dei partiti.

Nomi nuovi? Prossimi allo zero. Agganci con il movimento delle Sardine o altre esperienze della società civile? Ad oggi nemmeno a parlarne, a meno che non arrivino diktat da Roma per calcoli di assetto politico più generali.

 A chi ripete il mantra dell’inclusione, dell’apertura, del rapporto con la società civile, le associazioni e la gente, ritenendo questa scelta fondamentale per riportare al voto tanti elettori che da tempo disertano le urne – convinti di non essere messi in grado non solo di votare programmi chiari e concreti, ma tanto meno di poter scegliere davvero i candidati -, a questi fautori del rinnovamento e del recupero della fiducia dei cittadini viene da chiedere: con quali criteri, con quali regole vengono scelti i candidati? Ci sono primarie, assemblee pubbliche o di sezione, raccolte di firme, apertura almeno iniziale a chiunque si presenti per provarci?

 A questa domanda il Movimento Cinque Stelle può rispondere che da sempre procede attraverso consultazioni on line, alle quali si possono presentare gli attivisti. Restano però perplessità sui criteri di selezione che comunque ci sono e sul discusso controllo esercitato dalla piattaforma Russeau. E anche valutazioni non sempre confortanti sulla capacità politico-amministrativa delle persone scelte on line. Ma questo pare un requisito non certo primario anche per le altre forze politiche.

  In generale nemmeno sembra che i partiti si pongano dunque  il problema della democraticità effettiva e della partecipazione alla selezione, o della preparazione delle persone individuate, con buona pace degli appelli alla apertura che, nei fatti, rischiano di diventare poco più che impotenti dichiarazioni di intenti. I candidati che ci troveremo sulle liste per le regionali saranno ancora una volta, con poche eccezioni e qualche specchietto per le allodole, quelli imposti dalle segreterie dei partiti.