Europa, c’è bisogno di mamme e massaie

L’Occidente è al tramonto.
Nel Novecento abbiamo vissuto mediamente al di sopra delle nostre possibilità.
La torta si è fatta più piccola perché grazie a Dio nuovi popoli si sono fatti avanti e non ci stanno a vivere con un euro al giorno. Perché la condizione della nostra ricchezza era che loro vivessero da schiavi.
Tutto questo sta generando la guerra della povera gente (per usare un’espressione cara a La Pira ) contro gente più povera di loro. E questo mondo vede l’Europa come una realtà avversa o nemica.
Il problema non è uscire o rimanere in questa Europa, ma redistribuire in maniera più equa le ricchezze.
Temo che non avverrà e andremo verso un mondo in cui i ricchi saranno più ricchi e i poveri più poveri.
O l’Europa parla questo linguaggio e prova questi sentimenti o è destinata a scomparire.
Vorrei che mia madre fosse ancora viva e raccontasse ai signori dell’Europa quello che faceva lei quando doveva aumentare i piatti in tavola: tagliare, risuddidivere e tirare fuori ricette creative con poco.
Ecco: creatività e solidarietà.
Al contrario di D’Alema (ricordate le sue polemiche contro l’Ulivo) io credo che abbiamo bisogno di massaie e mamme.
Altrimenti c’è solo buio e violenza.

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