Fanno gola le acque della Val di Lima

Più centraline che funghi nella Val di Lima nota per l’eccellenza dei prodotti del sottobosco e le sue acque, diventate il paradiso degli appassionati di sport fluviali (rafting, canoying, trekking, pesca sportiva, escursioni nel Canion Park). L’ennesimo allarme arriva dal comitato “Salviamo la Lima”, preoccupato per il progetto di un nuovo impianto per la produzione di energia elettrica su un piccolo affluente della Lima, la Coccia di Vico Pancellorum, a pochi chilometri da Bagni di Lucca. Il torrentello ha già oggi una portata minima, se non inesistente, nei mesi estivi e gli ambientalisti temono che una ulteriore captazione di acque lo farebbe di fatto scomparire in buona parte. Il progetto, secondo il comitato, ha il parere negativo dell’Autorità di Bacino e c’è chi sostiene che comunque siano decaduti i termini per l’opera e che il Comune non intende dare proroghe.

Oltretutto, proprio sulla Coccia è stato da poco rilevato un antico mulino ad acqua, il cui nuovo proprietario vorrebbe rimettere in uso e trasformare anche in una sorta di museo nel cuore di un ambiente incontaminato. L’ennesima centralina (nella Valle sono già una sessantina) renderebbe impossibile questo apprezzabile recupero, in linea con la politica di tutela di massima valorizzazione dell’ambiente che punta sulle acque termali e dei tanti corsi, sulla natura, sui prodotti enogastronomici, sulla storia (a Bagni di Lucca c’è il primo e  più antico casinò d’Europa, meta di regnanti, diplomatici, nobili, artisti, letterati e musicisti nell’Ottocento)  e le tradizioni.

Scontata quindi la preoccupazione non solo del comitato, ma anche degli operatori del turismo e del commercio che temono di perdere flussi di clientela allontanati dalla continua cementificazione dei corsi d’acqua. Una preoccupazione accentuata dal comportamento di forze politiche, amministratori e istituzioni che non sembrano aver capito quale sia davvero la posta in gioco. Tanto che, spiega ancora il comitato, la pratica per la concessione per la nuova centralina è proprio in questi giorni all’attenzione degli uffici regionali, ai quali è passata dalle Province la competenza per i permessi.

Bene, secondo il comitato, tutti fanno il pesce in barile. Non ha avuto infatti risposta l’appello fatto per bloccare un’altra centralina, questa sulla Lima a Fabbriche di Casabasciana, rivolto al presidente della Provincia Luca Menesini, all’assessore regionale Marco Remaschi e al consigliere regionale Stefano Baccelli.   Nè fatti sono seguiti, dice il comitato, alle assicurazioni avute dall’assessore regionale all’ambiente per una rinnovata attenzione ai rischi che “Salviamo la Lima” vede nel proliferare delle centraline. Oggi gli uffici regionali che devono decidere sono lontani dal territorio e non in grado di comprendere le tensioni e le dinamiche che certi progetti possono originare.

Non è un caso che, su Facebook, ci sia chi parla di azioni di resistenza come quelle dei No Tav. Fermo restando il legittimo interesse di investitori che cercano di sfruttare ogni possibilità offerta dalla normativa, il comitato si chiede come mai una situazione del genere non sia capita da associazioni ambientalistiche e forze politiche, prima ancora che dagli amministratori locali e regonali. Si leggono interventi preoccupati per la scomparsa dei corvi dal campanile del duomo di San Martino, a Lucca, dopo i lavori di restauro che lo hanno reso visitabile: possibile che Wwf, Legambiente e altre associazioni del settore non siano invece interessate anche alla tutela delle acque e della natura? Possibile che a Pd, Forza Italia, M5S e a tutti gli altri partiti non interessi occuparsi dei problemi veri e dell’economia del territorio, oltre che della qualità della vita dei cittadini?

Fa presa e va di  moda il trend delle “energie rinnovabili”, ottima alternativa proprio a tutela delle risorse ambientali. Ma possibile che ci sia così poca sensibilità e che non si capisca che esiste comunque un problema di compatibilità, quantità e sostenibilità, cosa diversa da aprioristiche demonizzazioni del business delle centraline?

 

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