Ferrovie, la Toscana ferma agli anni Trenta. Le colpe della Fiat.

E’ stato assicurato che i binari unici della Toscana (682 km contro i 797 km dei binari doppi. come documenta Mauro Bonciani sul Corriere Fiorentino)  sono sicuri. Resta però il problema, come spiega Stefano Maggi, professore di trasporti all’università di Siena, che i binari unici sono la ragione dei ritardi dei treni. Basti pensare che gli attuali  1450 chilometri di binari della Toscana sono gli stessi degli anni Trenta, spiega Maggi ad Altra Toscana. . Anzi, nel frattempo qualche linea minore è stata soppressa, tipo la Sansepolcro-Arezzo, la Orbetello-Porto Santo Stefano e la Massa Marittima-Follonica.

Si è preferito investire sulla gomma e sulle strade a scapito del treno. Ha pesato, inutile girarci intorno, il peso politico della Fiat che ha condizionato lo sviluppo del Paese. Ma finché lo Stato è stato in grado di finanziare le opere stradali poteva essere anche una linea politica ragionevole, per quanto discutibile, a seconda dei punti di vista. Oggi che non ci sono soldi per le strade (basti pensare alla Tirrenica) la Toscana è in mezzo al guado. Per andare spesso  da una città ad un’altra si impiegano tempi insoportabili. C’è un gap infrastrutturale che va colmato.

 

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