Firenze non risarcisce l’oltraggio subito da Caselli

Ai primi di marzo di un anno fa all’ex magistrato Gian Carlo Caselli fu impedito di parlare all’università di Firenze e la città si ribellò all’intimidazione. Il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi sulla pagina facebook così si espresse: “Impedire a Giancarlo Caselli di parlare di lotta alla mafia a una platea di giovani universitari fiorentini, definendolo “boia torturatore”, è stato un gesto fascista grave e violento. Una tecnica intimidatoria che punta al controllo del territorio e minaccia la libertà. Per questo mi rendo disponibile a riorganizzare, insieme alle associazioni universitarie, la conferenza. Non diamola vinta ai nemici della democrazia”. Solidarietà anche dal sindaco Dario Nardella e dai vertici dell’università.

Nel gennaio scorso Caselli è tornato in Toscana. Conferenza alla Crusca e poi presentazione della sua autobiografia, Nient’altro che la verità, ma non a Firenze nella città dell’oltraggio, bensì a Montevarchi, Piombino, Pisa e Lucca. Chi scrive fece presente sia a Nardella che a Rossi la disponibilità di Caselli, ma non se ne fece di nulla. Agende impegnate. Che restano tali anche ad un anno dall’evento oltraggioso.

Confidiamo che prima o poi le agende di Rossi e Nardella si liberino e insieme possano organizzare un incontro con Caselli. Per risarcirlo del grande oltraggio e per sottolineare che Firenze, come nel caso di Angelo Panebianco,  ripudia la violenza.