Forte volta pagina, ma il Pd si salva a Camaiore

Uno schiaffo e una carezza: il Pd versiliese perde Forte dei Marmi ma si conferma a Camaiore. L’en plein della sinistra non è riuscito perché uno dei suoi ‘figli’ che nel corso degli anni non si è più riconosciuto nella linea guida del partito (aveva fatto parte della prima giunta del sindaco uscente Umberto Buratti), ha fatto saltare il banco, impedendo che il testimone passasse a Michele Molino, delfino del primo cittadino. A Bruno Murzi, al vertice di una lista civica, è dunque riuscita l’impresa che il candidato semi-ufficiale del centrodestra (Bramanti) e anche l’esponente della lista civica Fuxia People (Maria Teresa Baldini, consigliere regionale in Lombardia per la Lega) hanno soltanto coltivato nei sogni della vigilia. Alla prova del voto, spiccioli o poco più.

L’exploit di Del Dotto

A Camaiore invece Alessandro Del Dotto è riuscito – pur essendoci cinque candidati – nell’impresa di vincere al primo turno, raggranellando uno 0,40 più rispetto alla fatidica soglia del 50% che ha tagliato la testa al toro, e lasciando al rivale Giampaolo Bertola solo la consolazione di chiedere il riconteggio delle schede, nella speranza che anche a Camaiore, come era accaduto due anni fa a Viareggio, ci sia stato qualche pateracchio nelle sezioni. Del Dotto farà bene però a non esaltarsi più di tanto: la vittoria è legittima, ma il territorio aspetta importanti interventi, dalle colline alla costa, e le promesse spese in campagna elettorale hanno bisogno di essere mantenute.

Vero rinnovamento?

Ma torniamo a Forte dei Marmi dove fa un po’ sorridere quando parlando del successo di Bruno Murzi si inneggia al rinnovamento: Murzi è un ‘vecchio’ Dc, cresciuto nella corrente di sinistra di Forze Nuove. Ha 64 anni e ha sempre avuto il pallino per la politica anche se poi – i suoi numerosi pazienti lo ringraziano e gli saranno grati – ha preferito la professione di medico, diventando un cardiochirurgo di fama mondiale. Nella sua lista e fra i sostenitori ci sono infatti esponenti del centrodestra reduci da sonore sconfitte alle precedenti elezioni a Forte dei Marmi. Indubbiamente un appoggio trasversale: Murzi ha saputo intercettare il voto di chi è rimasto deluso dal doppio mandato di Buratti & C., accusato – non solo ora – di avere guardato molto alla forma e poco alla sostanza, con quell’aria simil ‘Marchese del Grillo’ (io so io e voi non siete un…) che alla lunga ha finito per stufare gli elettori di mezzo. Perché è nel mezzo, fra la sinistra di governo comunale e il centrodestra storico, dove Murzi ha sicuramente rastrellato il maggior numero di  consensi. I 70 voti di differenza fra il vincitore e il primo degli sconfitti la dicono lunga di quante scariche di adrenalina  ci siano state nella notte all’ombra del Fortino. Bruno Murzi ha le idee chiare per il ‘nuovo’ Forte e fra le prime dichiarazioni non ha potuto fare a meno di inviare…. saluti polemici a chi, al di fuori dei confini comunali, ha cercato in qualche modo di condizionare il voto.

Scosse di adrenalina

Anche a Camaiore le scosse di adrenalina non sono mancate perché fin dallo spoglio delle prime sezioni  si è capito che il sindaco uscente Alessandro Del Dotto avrebbe potuto fare subito il colpaccio, senza andare al ballottaggio. Il ‘leone’ Giampaolo Bertola, tornato in campo dopo cinque anni quasi sabbatici, ha lottato con tutte le armi possibili e immaginabili fin dal primo giorno in cui ha deciso di tornare in campo: non si è rassegnato alla sconfitta, ma soprattutto non ha pensato ai corsi e ricorsi storici che non popolano solo il pensiero di Giovan Battista Vico, ma anche la storia delle elezioni amministrative del comune di Camaiore. Nel 2002, alla guida di una coalizione di centrodestra, Bertola con quanti voti vinse al ballottaggio? Meno di 50, e se parlate con qualcuno del Pd, all’epoca Ds, vi dirà che dietro quella sconfitta (Bertola superò Riccardo Cima, delfino del sindaco uscente Cristiano Ceragioli) ci fu una scelta strategica scellerata, con l’ingiustificata giubilazione di un assessore che aveva lavorato bene negli otto anni di governo.

Sottovalutazioni

Bertola non ha tenuto conto neppure del fatto che il suo precedessore, Cristiano Ceragioli – sindaco dal 1994 al 2002 – quando si ripresentò nel 2007, nel tentativo di riconquistare il Comune, venne sconfitto pesantemente proprio da lui, senza se e senza ma: come dire che le minestre riscaldate, anche se insaporite con l’olio delle colline, almeno a Camaiore, non piacciono più di tanto. Del Dotto sorride, i suoi pasdaran hanno brindato anche prima del risultato finale, invadendo il web, qualcuno andando anche un po’ fuori dalle righe. Gli altri tre candidati si sono dovuti accontentare delle briciole. Ovviamente, anche se non lo ammetterà mai, il primo pensiero di Del Dotto è stato per coloro che nelle ultime settimane hanno cercato in tutti i modi di mettergli i bastoni fra le ruote, al di là della Fossa dell’Abate (lato Viareggio) e di via Astoria (lato Pietrasanta)… Ogni riferimento ai sindaci Giorgio Del Ghingaro e Massimo Mallegni non è puramente casuale.

Aria di  chiarimenti nel Pd

Ma questo pareggio con un sindaco per parte non esclude che in casa Pd si arrivi ad un chiarimento fra le varie anime del partito, con il renziano Del Dotto che con il doppio successo aspira a diventare la stella cometa della sinistra versiliese. Il centrodestra più centrodestra (Forza Italia, Alleanza Nazionale, Fratelli d’Italia) si è ‘appropriato’ della vittoria a Forte dei Marmi, ma non si tratta di un successo a denominazione di origine controllata. E i grillini? Per ora a livello viareggino e versiliese sono solo semplici comprimari.

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