Lucca, frenate dai veti le scelte urbanistiche

E se, tanto per cominciare, uffici come l’Agenzia delle Entrate, Equitalia, ex Catasto o altri tornassero dentro le Mura, nell’area della ex Manifattura, lasciando le attuali sedi inadeguate e mal servite, sparse a casaccio in vari punti della periferia? E se nell’area rimasta al Comune dell’ex ospedale Campo di Marte si realizzasse davvero la cittadella della sicurezza e di altri servizi? E se – ammesso che il mercato ambulante bisettimanale finisca nell’area lungo il parco fluviale, alle Tagliate – dentro le Mura, nella zona di piazza San Francesco, venisse ospitato un nuovo mercato di qualità a cui stanno pensando amministrazione comunale ed esperti delle categorie? E se si definisse sul serio cosa deve diventare il mercato agroalimentare del Carmine, dove tra poco ripartiranno i lavori di restauro e consolidamento? E se poi si portasse davvero a Mugnano, nella zona industriale alla periferia, il casello autostradale di Lucca est lungo la Firenze Mare?

A tutti questi interrogativi, non campati in aria, ma basati su previsioni che stanno caratterizzando le scelte urbanistiche e di riorganizzazione-rivitalizzazione della città storica, non dovrebbero arrivare a tardare risposte concrete. Il sindaco, Alessandro Tambellini, vorrebbe che il nuovo piano strutturale, approvato dalla giunta e ora al vaglio della commissione urbanistica, arrivasse quanto prima in consiglio comunale per la definitiva approvazione, una volta esaurita anche la fase delle osservazioni. Un percorso da concludere entro la fine del mandato, la primavera del 2017, ma gli ostacoli da superare sono tanti.

Non ci sono soltanto i dissidi nel Pd tra sostenitori del sindaco uscente e suoi oppositori. E non bastano le riserve sul piano strutturale che la commissione urbanistica (ferma da quattro mesi) vuole ora esaminare con il microscopio, per vedere se è poi così vero che si sono stoppate le nuove costruzioni per favorire il riuso. Ora lo scontro si sposta – più giusto sarebbe dire che si è spostato da tempo – sul rapporto tra Lucca e Capannori, i Comuni più grossi della Piana. Se il primo mette nel piano strutturale il casello a Mugnano, il secondo subito insorge per il timore che un progetto del genere porti a mutare i tracciati della nuova viabilità esterna, con ulteriore appesantimento del traffico nel territorio Capannorese (nel tratto da Ponte a Moriano a Mugnano) e ricadute negative sul casello del Frizzone, che serve tutta l’area industriale di Capannori e Porcari ed è vicino allo scalo merci, nuovo di zecca.

Poco importa che amministratori e amministrazioni siano dello stesso segno, Pd: le divergenze sono talmente profonde da esplodere anche in comunicati di circoli del partito dai contenuti decisamente contrapposti. Se ne ricava un’impressione: sarà difficile che Lucca e la Piana possano davvero concretizzare scelte operative per la complessiva riqualificazione urbanistica, se non si trova un luogo di confronto tra le varie posizioni dal quale possa poi uscire la necessaria sintesi. Quei luoghi una volta erano i partiti. Ma oggi?