Il caso Blair e la cattiva coscienza della sinistra

No, non ci sto al massacro mediatico di Blair da parte di una sinistra che ci ha amoreggiato per decenni, da D’Alema a Renzi. Anche la sinistra toscana godeva da pazzi quando Tony con moglie veniva in vacanza da noi. Era, Blair, il simbolo della sinistra riformista. Ora all’improvviso si scopre che sarebbe un criminale di guerra e si invoca per lui una Noriberga degli anni nostri.

Chi scrive, nel suo piccolo molto piccolo, ha scritto due libri, dopo la guerra in Iraq, decisa dal duo dei macelli internazionali Blair-Bush. Entrambi per Piemme, gruppo Mondadori, quindi tutti potevano leggeri. Uno intitolato No alla guerra. L’altro: Gino Strada. Dalla parte delle vittime. Questi due libri raccontano il no alla guerra in Iraq e a tutte le guerre. Bene, anzi male: ho ancora nel cuore gli attacchi a Strada che tredici anni fa, non ieri, definì criminali di guerra tutti i signori delle bombe e delle carneficine.

I signori della guerra in nome della democrazia.

Ipocriti e criminali: non ci avere detto che la guerra era solo per il petrolio e per vendere armi. Non lo avete detto voi, ma neanche molti signori della sinistra italiana. Neppure quelli che oggi dicono a Renzi: ci porti a sbattere. Sbattere dove se la sinistra è già sbattuta da tempo, dal momento che ha appoggiato la guerra in Iraq. E altrove, nel mondo.

Questi signori della sinistra che hanno sempre attaccato Strada e i pacifisti. Ricordo ancora cosa disse D’Alema a padre Zanotelli quando andò in parlamento a perorare le ragioni della pace: “Padre, noi facciamo un altro mestiere…”.

Quale mestiere, signori della sinistra? Quale mestiere facevano i giornalisti che tacciarono Strada di essere il signore NE E NE. Nè con Saddam e nè con Bush e compagnia.

Il mestiere delle bombe, delle guerre?

Nascondetevi e tacete.

E la sinistra che sogno, che vorrei deve partire da un NO. No alla guerra senza se e senza ma.