La fuga del parroco e le aperture del papa sul celibato

 

Natale senza prete a Montescudaio. Quello che c’era da sei anni, don Lorenzo Magini, se ne è andato. Senza spiegare le ragioni ai parrocchiani. Il vescovo di Volterra ha dichiarato che il giovane prete di 37 anni ha chiesto un periodo di assenza dalla parrocchia per “motivi personali”. Espressione dietro la quale si nasconde tutto e nulla. Finendo così per alimentare voci, sospetti, dicerie. E ovviamente, come succede spesso in casi come questo, in cui un giovane prete si allontana dalla parrocchia, si evocano presunti ragioni di cuore.

Non sappiamo ad oggi con certezza che cosa abbia spinto don Lorenzo ad abbandonare la parrocchia. Forse in questi casi sarebbe auspicabile una maggiore trasparenza. Da parte del vescovo e del prete. Anche perché, se si trattasse di una questione legata a rapporti sentimentali, nella Chiesa avanza un clima di apertura verso i preti che lasciano la tonaca e si sposano. Nel novembre scorso, con un gesto di clamorosa rottura rispetto al passato, papa Francesco è andato a far visita a sette famiglie di preti sposati. Un gesto di misericordia, ma anche di apertura sull’annosa questione del celibato.

E’ forse ormai arrivato il tempo di ridiscutere il celibato, che è  una norma, non un dogma. Al paragrafo 202 dell’Amoris laetitia si legge che “ai ministri ordinati manca spesso una formazione adeguata per trattare i complessi problemi attuali della famiglia» e a questo proposito «può essere utile anche l’esperienza della lunga tradizione orientale dei preti sposati», spiega il papa.  Il celibato facoltativo renderebbe più trasparente il rapporto tra sacerdoti e popolo di Dio. Si uscirebbe dall’ombra dei segreti e dei misteri.

Don Lorenzo torni a Montescudaio. Spieghi ai suoi parrocchiani le ragioni del suo allontanamento. Nessuna ragione, nel rapporto tra prete e parrocchia, può essere personale se davvero il sacerdote fa parte del suo popolo. E qualunque ragione lo renda oggi inquieto e desideroso di una vita altra è assolutamente rispettabile. E i fedeli di Montescudaio la rispetterebbero, ne siamo certi.