Il primo regista del nuovo teatro svelato da Giuseppe Donateo

Riceviamo da Ruggero Morelli questa breve recensione del nuovo impegno letterario del giornalista-scrittore Giuseppe Donateo “Dario Niccodemi, il regista di Pirandello”.

Pubblichiamo volentieri queste righe perché lo merita il talento letterario di Donateo augurandoci di far cosa gradita all’autore che molta strada ha percorso insieme a tanti dei blogger di AltraToscana

di RUGGERO MORELLI

A Dario Niccodemi commediografo la storia del teatro ha riservato uno spazio commisurato allo straordinario successo di critica e di pubblico che l’autore livornese (1874-1934) conobbe tra gli inizi del XX secolo e la fine degli anni Venti.

I suoi testi ricchi di pathos e di profumo drammatico, speso culmina in una in una scena madre finale, gli regalarono la fama prima in Francia, poi in Italia, con lavori La maestrina, La nemica, Scampolo, Prete Pero , L’alba, il giorno, la notte e tante altre opere che fecero di lui uno dei nomi più amati e rispettati nella prosa nazionale dell’epoca.

Il libro di Giuseppe Donateo, Dario Niccodemi: il regista di Pirandello (Ed. La Conchiglia di Santiago), studia un aspetto diverso dell’attività di Niccodemi :  il suo lavoro di direttore di compagnia e regista, quando ancora  termine ‘regista‘  era  sconosciuto in Italia.

Niccodemi mise in piedi nel 1921 un gruppo costituito da giovani di estrazione borghese, colti, non figli d’arte (il pubblico era abituato invece ad attori provenienti da famiglie cresciute sul palcoscenico) e abituati a muoversi in ambienti eleganti.

Il regista livornese, in polemica con la tradizione del “grande attore” e degli scenari di cartapesta, volle interpreti disciplinati, che studiassero anche le parti dei colleghi, legati da rapporti stretti tra di loro (andavano in ritiro come una moderna squadra di calcio), che discutessero con il loro direttore sul modo migliore per inscenare un testo.

Il fiore all’occhiello della giovane compagnia, nella quale emersero attori come Vera Vergani, Luigi Cimara e Luigi Almirante, fu la prima rappresentazione di Sei personaggi in cerca d’autore. Il rivoluzionario copione di Pirandello andò in scena per la prima volta la sera del 9 maggio 1921, al teatro Valle di Roma.   E fu una serata di battaglia, con un pubblico inferocito contro la sconvolgente novità del testo. 

Niccodemi riscoprì inoltre La figlia di Iorio, di D’Annunzio, e fece conoscere giovani autori italiani e stranieri. Tra l’altro fu proprio lui a lanciare una giovanissima Anna Magnani e a valorizzare Sergio Tofano.

Fu un vero regista, pronto a tagliare e cucire, spostare alcune scene, mettere bocca su luci e scenografia, coordinando il lavoro degli attori. Tutte idee maturate durante la lunga permanenza a Parigi (1902-1914) al fianco, professionalmente e sentimentalmente, della grande Gabrielle Réjane. Idee che gli permisero di accompagnare gradualmente il pubblico italiano nel teatro del Novecento, togliendo muffa e polvere ottocentesche che ancora avvolgevano le scene nazionali, mentre gà dalla fine del XIX secolo in Europa si era affermato il teatro di regia. 

Giuseppe Donateo, Dario Niccodemi – il regista di Pirandello, 2019  

Editore: La Conchiglia di Santiago

Collana: Teatro

Anno edizione: 2019

In commercio dal: 08 ottobre 2019