In libreria “Colleghi e Carogne” di Marco Innocenti

Per AltraToscana un’iniezione di orgoglio dalla seconda prova con il romanzo (dopo “Il Podere a mezza costa”, pubblicato da Maria Pacini Fazzi editrice) del giornalista Marco (Amerigo) Innocenti, uno dei fondatori di questo blog. E’ uscito in questi giorni “Colleghi & Carogne” , sempre per i tipi di Maria Pacini Fazzi. Non è un noir né un giallo nel vero senso del termine, Innocenti descrive la realtà pura e semplice, ovviamente facendo ricorso anche alla fantasia nella costruzione di ambienti e personaggi-prototipi. L’autore non fa una spietata e banale cronaca, ma ricostruisce, indaga e sviscera nei minimi dettagli come il malaffare si insinui tra le mura domestiche, nei comportamenti di molti, nelle istituzioni pubbliche. E come il male d’Italia sia fra noi, fra la gente comune e i lavori di tutti i giorni. Sia fra “Colleghi & Carogne”. I colleghi, brave, oneste e preparate persone che lavorano con capacità e dedizione, e le carogne, spesso raccomandati, incapaci, incompetenti, corrotti, prevaricatori. 

 Innocenti affonda il coltello nella piaga con una storia che prende e, nonostante il tema, riesce a divertire fino all’immancabile colpo di scena finale. “Ho scritto una sorta di manuale di autodifesa per tutti i dipendenti bravi e corretti”, dice scherzando l’autore, che poi però invita a riflettere sui molteplici i motivi per cui stiamo ad esempio assistendo ad una vera e propria fuga di massa dal lavoro, accentuata dalla “legge 100”, in particolare nella pubblica amministrazione che perderà nel 2019 circa 250.000 dipendenti, per arrivare a 500.000 nel prossimo triennio. Ma se c’è questa corsa ad uscire dagli uffici anche da parte di chi non fa lavori particolarmente usuranti e, anzi, svolge attività creative, affascinanti e ben retribuite, una delle concause può essere certamente il clima, l’ambiente in cui da tanto tempo si opera. Uffici nei quali i rapporti interpersonali sono talmente difficili e inveleniti a causa di mobbing, favoritismi e raccomandazioni, quando non anche per corruzione e stalking,  che le persone oneste, impegnate e capaci ritengono di non aver altra scelta che andarsene appena possono per smettere di subire l’oggettiva, pesantissima discriminazione e vessazione nei loro confronti. 

 E’ questo quindi il tema di fondo del romanzo “Colleghi e carogne”, affrontato attraverso una storia che avvince, spiegando la realtà di tanti ambienti con una trama che a tratti assume i caratteri di un giallo mozzafiato. Solo nel finale il lettore scopre chi è il mandante e qual è il movente del brutale pestaggio ai danni del direttore, libertino impenitente e amante del lusso e della bella vita, alla guida della società in house di riscossione tributi di proprietà comunale. E chi ha tagliato, la stessa sera, tutte le gomme della macchina della bellona spregiudicata che, nell’ufficio, ha fatto perdere la testa al direttore, ma non solo a lui.  Nel raccontare le indagini, le molteplici motivazioni del duplice agguato e  le vicende personali dei protagonisti, dalla storia emerge un quadro crudo e attuale di come in casi non rari possono funzionare gli uffici. E di come ci si può difendere.