La cacciata dei frati

Non c’è solo Barbiana, non c’è solo don Milani. Quarantuno anni fa,

a Figline Valdarno, la comunità religiosa di Ponterosso, tre frati dei Servi di Maria, l’ordine cui è appartenuto anche padre Turoldo, furono trasferiti perché non in linea con la Curia di Fiesole. Motivo? Non accettavano di fare propaganda in chiesa per la Dc o per il divorzio. Non accettavano offerte per le messe. Denunciavano le ingiustizie. E si impegnavano a favore dei poveri, urtando spesso qualche interesse locale.

Gesti e azioni che oggi sono normali, nel 1977 non lo erano. E così l’8 agosto i frati furono trasferite. Le loro buone ragioni e il senso cristiano della loro esperienza sono stati riconosciuti. A partire dall’attuale vescovo di Fiesole mons. Mario Meini.

Domenica 14 ottobre, alle ore 21, nel salone polivalente della Poggerina, nel comune di Figline Valdarno, la storia sarà ricordata in una rappresentazione teatrale, intitolata I tre frati. L’obiettivo del Comune , della città metropolitana di Firenze e della Compagnia teatrale Arca Azzurra è quella di raccontare – attraverso una storia locale – il clima politico e religioso di quegli anni. “È una storia che racconta un epoca, se ne fa testimone. Nella messiscena che alterna fatti storici, documenti e drammaturgia originale si è scelto di eliminare tutti i nomi per rispetto delle persone coinvolte, seppur riconoscibili, ma anche perché così ci è sembrato di raccontare una storia più universale, la microstoria che diventa macrostoria. E per farlo abbiamo scelto di rappresentarla sotto forma di un grande concertato dove i giovani attori del corso di formazione di Figline si uniscono a quelli di San Casciano e ad un coro. Dando voce a documenti e parole che oltre al periodo interessato emergono dal passato e si lanciano nel presente, che mescolano fatti realmente accaduti con la fantasia del drammaturgo/regista o di classici immortali. Per parlare in fondo di fede, sacro,ideali, tenerezza e gioia senza la presunzione di dar lezioni”, spiegano gli organizzatori.