La lezione del voto amministrativo in vista del referendum costituzionale

di ROSSANO PAZZAGLI

Dopo i risultati elettorali che hanno sconfessato il renzismo cambiando i governi di due grandi città italiane e portando anche in Toscana il vento dell’alternativa, seppure differenziata, si apre una fase delicata che ci porterà al referendum di ottobre, col quale saremo chiamati a difendere o cambiare la Costituzione: è necessario che tutti, a cominciare dalla parte sana e realmente democratica del Pd, rifiutino una riforma costituzionale che avvierebbe il Paese verso una fase post-democratica o pre-autoritaria.

Le elezioni del 19 giugno erano amministrative, ma ormai tutto viene politicizzato, con il governo che irresponsabilmente alimenta logiche di parte (con me o contro di me), drammatizzando e proponendo una visione ideologica del cambiamento ad ogni costo. Il cambiamento non è sempre positivo: essendo uno storico, so che la storia non è un movimento lineare verso il meglio. Qui siamo sull’orlo di un salto all’indietro, e non da ora. Dopo trent’anni di annichilimento delle coscienze e della partecipazione, ora si procede con il lavoro sporco di demolizione dei diritti e dello Stato democratico. La riforma della Costituzione di Renzi-Boschi-Verdini è l’ultimo atto, certamente il più grave, di una strategia che tende a ridurre gli spazi di democrazia, diminuire la rappresentanza, destrutturare il sistema parlamentare, complicare l’iter legislativo, rafforzare il dirigismo e centralizzare il potere, che diventa sempre più oligarchico. Per questo è necessario che i cittadini la respingano; non per Renzi, ma per la Costituzione come garanzia di un futuro democratico.

Non dappertutto il voto nei Comuni si è svolto sulla base del loro buono o cattivo governo, ma ha risentito della sfiducia generale dei cittadini, della crisi aggravata dalla riduzione dei diritti sociali, dello spaesamento dei giovani, del teatrino di una classe dirigente nazionale di basso profilo culturale e ormai staccata dalla realtà. Non sono, dunque, risultati a sorpresa, perché chi semina vento raccoglie tempesta, specialmente quando si alterano i valori fondanti di uno Stato e di una società.

(Coordinatore Comitato Salviamo la Costituzione Val di Cornia)