La sfida di Rossi. Tutto cominciò nel 1999 nel pullman di Veltroni…

La prima volta che ho conosciuto Enrico Rossi, se la memoria non mi fa cilecca, è stato in pullman, maggio 1999. Era il pullman di Walter Veltroni in giro elettorale per la Toscana. Io c’ero a bordo come cronista, e anche Rossi, che allora aveva solo 41 anni,  ex sindaco di Pontedera in cerca di nuovi incarichi. Di quel viaggio mi colpì il latte di cui  Veltroni era ghiotto, il pianto di un giovane Andrea Manciulli nella sua Piombino e Rossi che ad un certo punto del viaggio Veltroni chiama accanto e, in una sorta di confessionale, i due cominciano a parlare. Per farla breve: un anno di Rossi a Roma, e poi Regione Toscana, prima come assessore e oggi come presidente.

Rossi ha annunciato che vuole tornare a Roma. Questa volta da segretario del Pd. Sfiderà Renzi alle primarie. Nessuno crede che vincerà, molti sono tiepidi, io mi astengo dalle previsioni perché la politica vive momenti convulsi e imprevedibili. Mi limito solo a un consiglio, nel segno delle nostre telefonate mattutine quando ero al Tirreno. Tipo dalle 7 alle 8. Lui spesso era già incazzato per la lettura dei giornali e  io più prosaicamente portavo il cane all’aria aperta. Ecco, se me lo chiedesse, gli consiglierei: lascia stare il ceto politico, parla ai cittadini stanchi della Casta e delle promesse non mantenute.  Scompagina le carte. Parla come mangi. Non ti dimenticare le tue origini contadine.

E sii generoso e misericordioso, cioè capace di guardare con il cuore ai miseri, agli ultimi, ai poveri perché se anche perderai loro daranno un senso alla tua battaglia politica.

You may also like...