Lazzaretti per anziani

C’era un tempo in cui nelle redazioni dei giornali i colleghi anziani in pensione,  che continuavano a collaborare,  erano trattati, soprattutto dai più giovani, con sacrale rispetto, come depositari di una storia che si era chiamati a portare avanti. Poi con la crisi della stampa, le copie dimezzate, gli esuberi delle redazioni, i giornalisti più anziani sono diventati un ingombro per le nuove generazioni. Da rottamare. Io ho assistito, e vissuto, entrambi le fasi. E ricordo con gratitudine i consigli di un grande cronista come Elvio Bertuccelli così come la “guerra” tra generazioni, fuoco fatuo della discordia su cui gli editori in cachemire e in yacth hanno pareggiato i conti in rosso delle loro aziende male amministrate. La “guerra” tra nonni e nipoti, come l’ha definita Michele Serra, si ripropone al tempo della pandemia. Sui social, tra negazionisti e riduzionisti, avanza forte la proposta di isolare gli anziani in una sorta di lazzaretto sociale e sanitario, abbandonandoli alla loro sorte, e di lasciare fuori tutti gli altri da lockdown e misure cautelativi. Salvare i sani per fare andare avanti l’economia e abbandonare gli anziani al loro destino.