Livorno: una giunta che rottama il Pd locale

La nuova giunta di Livorno realizza quanto non era riuscito a nessuno nell’ultimo decennio: rottamare i “signori dei veti incrociati” che hanno distrutto prima il Pd e poi anche la città. 

I nomi scelti, l’attribuzione delle deleghe, gli stessi  tempi dell’annuncio mostrano chiaramente questo intento. Il sindaco Salvetti ha deciso insieme al segretario Pd Garufo, di annunciare la compagine di governo prima della direzione del Pd mettendo il maggior partito della coalizione di fronte al fatto compiuto. Non era mai accaduto nella storia livornese e credo – se la  memoria  non m’ inganna – neppure della Toscana. Una scelta voluta e ostentata. Verrebbe da dire un coup de theatre nello stile del vecchio Matteo Renzi, quando si compiaceva di poter scavalcare i caminetti del partito, se non che il disegno che appare in controluce sembra che si attanagli più alla visione del politico di lungo corso qual è Giorgio Kutufà col quale, in passato, hanno lavorato in Provincia sia Garufo che l’attuale vicesindaca Giovanna Cepparello. 

E’ in linea col pensiero di Kutufà l’idea di rompere con logiche di autosufficienza che il partito democratico labronico ha ciecamente e caparbiamente mantenuto rispetto ai livelli regionali e al resto della provincia. L’infornata di assessori pescati senza tener conto di pesi e contrappesi interni alla federazione locale, persone addirittura esterne al territorio livornese, l’assenza di legami con la massoneria o con i tradizionali centri della finanza senese, una forte presenza di matrice cattolica-sociale, sono tutti fattori che danno il senso di uno “strappo” sostanziale nel mondo della sinistra livornese. 

Quali effetti avrà tutto questo nel principale partito della sinistra? Impossibile prevederlo però è certo che la nuova stagione amministrativa getta le basi per rimescolare le carte e far entrare aria nuova.