L’oasi verde del Paduletto sarà intaccata dal cemento per un diritto acquisito

In apparenza non aveva niente di accattivante, l’ordine del giorno discusso e approvato nel consiglio comunale di lunedì 21 marzo. Il  titolo suonava all’incirca così: “Approvazione della convenzione scheda urbanistica D57”. Invece celava una vicenda che si trascina da quasi vent’anni, che si concluderà con la realizzazione di dodici villette bifamiliari in un’area che, pur priva di vincolo paesaggistico, ha un grande pregio naturalistico. Si parla di Cecina, di un’area chiamata Paduletto, e in particolare del piano di recupero dell’omonima ex-fattoria. Il piano fu approvato il 31 luglio del 1996 ed è stato attuato fino a quando si è presentato un ostacolo che definire imprevisto sarebbe arduo, visto che consiste nel cosiddetto “Cantinone”, un massiccio edificio di origine leopoldina per il quale, nelle intenzioni originarie e a tutto il 2010, era prevista la trasformazione in albergo.

Ma la conformazione del “Cantinone”, i cui lati all’incirca misurano 50 e 70 metri, mal si prestava a una struttura ricettiva per l’assenza di punti luce all’interno. La soluzione prospettata dalla proprietà, la Paduletto immobiliare srl, è stata complessa e a lungo discussa. Alla fine si è approdati a una soluzione: il “Cantinone”, vale a dire quelle che una volta furono le scuderie granducali, sarà svuotato all’interno, dove sorgerà una corte da cui filtrerà luce agli appartamenti ricavati lungo il perimetro dell’edificio rettangolare. Il volume corrispondente alla parte centrale, all’incirca 6000 metri cubi, sarà recuperato all’esterno dell’ex-fattoria e coinciderà con la realizzazione delle 12 villette bifamiliari. Risolta anche la questione dell’albergo, o meglio della residenza turistica alberghiera, che sarà realizzata non più al “Cantinone” ma in extra-volumetria verso Cecina Mare e si articolerà in due edifici appena al di fuori di un’area “Pie”, a pericolosità idraulica elevata come stabilì la Regione Toscana nel 1997 e ribadì nel successivo aggiornamento del 2014. L’area di cinquemila metri quadrati (attigua alla Rta) da adibirsi a parcheggio-auto, che la proprietà ha ceduto gratuitamente al Comune di Cecina, rientra appieno nella zona alluvionabile per la presenza di alcuni fossi che spesso s’ingrossano e tracimano.

Fin qui l’operazione, assai complessa nella sua attuazione, accettata in questa forma dall’amministrazione in carica fino al 2014, che rinunciò a una strada di collegamento interno (incassando 200mila euro in cambio) perché inserita con delibera del Cipe tra le opere collaterali a carico della società costruttrice della futura autostrada. Per la Paduletto srl si trattava del penultimo elicottero da Saigon. Dal 2017 in poi, infatti, bisognerà attenersi alla legge regionale 65/2014, che in pratica impedirà di costruire residenze al di fuori dei perimetri abitati. La legge è giunta tardiva, visto che non poche zone della campagna toscana sono state sfregiate persino con villette a schiera, tuttavia essa pone un argine al dilagare del cemento fuori dai centri abitati. E di fatto le 12 villette bifamiliari che saranno costruite nell’ambito della convenzione relativa alla scheda urbanistica D57 ben al di fuori del perimetro urbano, benché previste dal regolamento urbanistico (la Paduletto srl gode ormai di un diritto acquisito), all’occhio appariranno come un nuovo villaggio realizzato in un’area semi-vergine, a un tiro di schioppo dalla pineta costiera e dal mare. Saranno quindi appetibili sul mercato immobiliare nonostante la crisi e i segnali di ripresa ancora timidi. In ogni caso rappresenteranno uno sfregio visivo in un’area priva di vincolo paesaggistico solo perché negli anni nessuno si è impegnato per ottenerne il riconoscimento.

La nuova amministrazione comunale si è mostrata titubante nell’approvare la convenzione per la scheda urbanistica D57, nonostante le pressioni della società interessata all’operazione. Alla fine, benché si trattasse di un piano di recupero e quindi bastasse il via libera della giunta (come prevede il regolamento urbanistico), si è preferito portarlo all’esame del consiglio comunale fiume di lunedì 21 marzo, nel quale figuravano numerosi e importanti argomenti, tra cui il bilancio preventivo. La ragione – oppure il cavillo, a seconda di come si voglia valutare la decisione – è stato individuato nell’acquisizione dell’area di cinquemila metri da adibire a parcheggio che si trova inserita in una zona Pie (pericolosità idraulica elevata) la quale, al pari di ogni acquisizione, è di competenza consiliare. Ma i due provvedimenti potevano essere scorporati: la giunta avrebbe potuto approvare la convenzione e con un atto successivo (o precedente) il consiglio comunale deliberare l’acquisizione del parcheggio. In questo modo è stato il consiglio comunale a farsi carico di un atto che competeva alla giunta, sgravandola dalla responsabilità di dare il nulla osta a una decisione che lascerà il segno in una zona di grande suggestione naturalistica. L’intera operazione è stata concepita dall’amministrazione comunale in carica fino al 2014, che all’attuale ha lasciato l’eredità del piano operativo, la quale ora riconosce il diritto acquisito dei costruttori. Vien da sé che la Paduletto srl, pur penalizzata dai tempi lunghi, è stata avvantaggiata dall’aumento dei volumi destinati all’edilizia residenziale e dalla mancata realizzazione della strada che avrebbe dovuto portare al cimitero. Dapprima, infatti, il “Cantinone” doveva essere interamente destinato alla realizzazione di un albergo; successivamente l’albergo (o meglio, la Rta), è stato spostato altrove, ampliando in tal modo i volumi residenziali, finendo per tracimare al di fuori del perimetro della fattoria, in aperta campagna. Resta l’amarezza per lo sfregio paesaggistico che subirà il Paduletto. Le residue speranze di salvare il salvabile sono affidate alle perimetrazione urbana prevista dalla legge 65/2014, sempre che l’amministrazione comunale non decida di ampliare la superficie destinata a nuove edificazioni.

La Paduletto Immobiliare srl ha questa composizione sociale: Alberto Barlettani (24%), Frassinelli srl (24%), Gioacchino Russo (15%), Daniela Gori (11%), Sandro Gori (7,5%), Gelsiana Russo (3,5%), Salvatore Francesco Russo (3,5%), Manola Paoletti (3%), Francesca Gori (2,5%), Samuele Giuseppe Gragnani (6%).  Alcuni di essi figurano nell’elenco dei finanziatori della campagna elettorale dell’attuale sindaco Samuele Lippi, direttamente o attraverso società di cui essi detengono significative quote di valore. Dagli atti depositati presso l’amministrazione comunale e scaricabili dal sito istituzionale, è possibile ricavare un quadro preciso. Le visure camerali attestano poi che la Frassinelli srl detiene il 25% dell’immobiliare Santa Giovanna srl, mentre Alberto Barlettani ne possiede il 3,13%. Gioacchino Russo controlla invece il 90% della Russo Costruzioni srl. Infine Sandro Gori, Daniela Gori e Francesca Gori dispongono rispettivamente del 37,5%, del 32,5% e del 6,25% della Gorette Srl.

 

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