Lucca, accordo più lontano nel Pd

Ce la farà il Pd a non perdere la guida di un altro capoluogo, Lucca, in Toscana? La domanda non appare affatto retorica, alla luce dell’andamento del confronto che dovrebbe evitare la spaccatura tra il sindaco uscente, Alessandro Tambellini, vicino al governatore Enrico Rossi, e i renziani che vorrebbero al suo posto il consigliere regionale Stefano Baccelli, già presidente della Provincia.

Aria di spaccatura.

A favorire l’accordo che dovrebbe evitare la clamorosa spaccatura, e la presenza di due liste del centrosinistra alle comunali di primavera, è stato mandato dal Pd regionale Bruzzesi,  come commissario al posto del segretario comunale Francesco Bambini, che si era dimesso. Nemmeno lui però può fare miracoli se le due anime continuano a puntare sul braccio di ferro, più che sull’intesa. Anche in riunioni plenarie come quella tenuta l’altra sera da Rossi, alla presenza, da una parte, dei renziani guidati dal senatore Andrea Marcucci insieme all’assessore regionale Marco Remaschi e al consigliere regionale Stefano Baccelli, mentre dall’altra c’era Tambellini accompagnato dal suo capo di gabinetto, Luca Galli. Oltre ai vertici del partito  regionale.

Ottimismo non condiviso.

Il presidente della Regione confida che alla fine il Pd appoggi compatto il sindaco uscente, evitando rotture traumatiche, ma il suo ottimismo non è molto condiviso. A irrigidire Tambellini, pronto da tempo a correre con una sua lista civica di centrosinistra, fuori dal Pd se gli venissero imposte le primarie contro Baccelli, non è stata soltanto la richiesta di posti per i renziani, che pure dovrebbe concedere. Più che cedere la presidenza del consiglio, un assessorato e forse la carica di vicesindaco, e la metà dei posti nelle aziende partecipate che macinano soldi, indigeribile per il sindaco uscente è la prospettiva di dover accogliere richieste di epurazioni nella composizione delle liste, oltre che sulla loro conformazione e quantità. Ci sono personaggi, come il capogruppo del Pd, Francesco Battistini, alcuni assessori e consiglieri dem che i renziani proprio non vorrebbero veder confermati.

Tambellini non accetta tutele.

Un prezzo ritenuto troppo alto dal sindaco uscente, che non intende piegarsi ulteriormente e soprattutto non vuole rischiare di essere messo sotto tutela dai renziani, ai quali torna a chiedere un giudizio esplicito sul suo operato e i motivi che portano a preferirgli la candidatura di Baccelli. Il quale, come assicura Remaschi, è pronto a scendere in campo, affrontare  primarie nelle quali troverebbe di fronte solo il presidente del consiglio comunale, Matteo Garzella, e prepararsi poi a battere Tambellini al primo turno, per giocarsela con il candidato del centrodestra al ballottaggio. Puntando anche su accordi con aree moderate che difficilmente Tambellini riuscirebbe ad avvicinare.

Il tifo del centrodestra.

In teoria, c’è tempo fino al 16 gennaio per decidere in merito alle primarie, ma se salta l’intesa i renziani intendono anticipare i tempi.  A fare il tifo perché l’accordo salti e, come nel 1998, il centrosinistra si presenti con due candidati, favorendo la vittoria del centrodestra, c’è la galassia di liste di area moderata che cercano, anch’esse, una unità di intenti che ancora non si vede. L’ambizione di essere la lista guida ce l’ha “Libera Lucca”, la formazione appena presentata dall’ex presidente del Senato, Marcello Pera. Il quale propone un’aggregazione di quello che rimane delle forze politiche e delle varie liste di centrodestra, pronte a sostenere un volto nuovo che arriva dalla società civile. Si parla del caposervizio del cronaca di Lucca de La Nazione, Remo Santini, ma circolano anche i nomi di un giovane imprenditore come Mario Pardini e di professionisti come l’ingegner Guido Moutier, in passato già candidato alla presidenza della Provincia battuto da Andrea Tagliasacchi.

Per Forza Italia, Santini unica candidatura.

La leadership di “Libera Lucca” non è però troppo digerita da partiti e altre liste, una delle quali tra l’altro ha già indicato come candidato sindaco Marco Chiari. Senza dimenticare l’autocandidatura dello storico dell’arte Luca Nannipieri. La candidatura Santini potrebbe però mettere d’accordo tutti e un assenso di massima arriva di partiti tradizionali, a partire da Forza Italia. Per il coordinatore provinciale degli azzurri, Maurizio Marchetti, quella del giornalista è di fatto l’unica candidatura sul tappeto.

Il rebus Cinque Stelle.

Il quadro resta insomma confuso, anche perché nessuno al momento è in grado di fare i conti con il peso della terza forza, il Movimento Cinque Stelle, di cui a Lucca si sa poco o niente all’esterno del web. Le divisioni nel centrodestra e nel centrosinistra potrebbero in teoria favorire i grillini, che però – tra l’altro in lite tra loro – non si identificano tutti con il loro consigliere comunale, Laura Giorgi, e non indicano ancora programmi e tanto meno candidature.

 Iniziative in arrivo.

A muovere il quadro potrebbero essere nei prossimi giorni due scelte nell’aria: la decisione dei renziani di imporrre Baccelli attraverso le primarie e l’iniziativa di Tambellini per aprire subito in città la sede della lista civica che dovrebbe guidare in antitesi al candidato renziano.

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